<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-31008560</id><updated>2012-02-16T08:06:14.155+01:00</updated><title type='text'>La Tela di Penelope</title><subtitle type='html'>Aneddoti e pensieri</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://la-tela-di-penelope.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31008560/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://la-tela-di-penelope.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>écrivainne</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09735494339574174756</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='30' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_fSL2AlOtwKQ/SvWPxdz6gWI/AAAAAAAAACA/wqw9GLq0zYk/S220/MyPicture.jpg'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>76</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-31008560.post-6637033888855320516</id><published>2012-01-03T16:00:00.000+01:00</published><updated>2012-01-03T18:13:22.168+01:00</updated><title type='text'>Enne Bi</title><content type='html'>&lt;br /&gt;&lt;div style="font: 12.0px Times New Roman; margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;L'impressione è quella di camminare su un lago di ghiaccio, di quelli che hanno intorno alberi e montagne e sotto l'infinito delle profondità acquatiche. Lo fai con cautela, cercando talvolta appigli sicuri, incerto se procedere o rimanere fermo, nel disagio del luogo in cui ti trovi. Hai sempre, sempre, la sensazione di disturbare un lavoro complicato, di essere arrivato nel momento sbagliato anche se era quello il posto e quella l'ora in cui lei ti aspettava. Come se esistessero dei mondi che a te non sono concessi, nel quale non ti è permesso sbirciare, né tanto meno entrare. Questa è lei. Questa è l'impronta che ti da, non solo la prima volta che la incontri, ma anche le successive, anche quando parlarci ci hai già parlato un pò.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font: 12.0px Times New Roman; margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Il locale in cui ti aspetta è fuori città, in una provincia non troppo lontana. Ha un aspetto accogliente ma distaccato, come le poltrone su cui ti siedi: squadrate, senza schienale, addobbate di cuscini, per renderle meno spiacevoli, più famigliari.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font: 12.0px Times New Roman; margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Il ghiaccio scricchiola sotto i tuoi piedi. Volumi di acqua scura si muovono senza toccarti.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font: 12.0px Times New Roman; margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Il locale si riempie, gente che si ritrova nel centro della propria piccola città, un lunedì sera d'inizio anno, per bere, per parlare. Tu te ne stai su due piedi con il bicchiere di vino rosso che ti hanno infilato in mano e attendi, perchè hai come la sensazione che lì attendere sia sacrosanto, che di lì a poco accadrà qualcosa. Lo senti come si percepiscono i grandi rumori quando vengono da lontano, i crolli, gli scoppi, i terremoti. Lo senti come una prima iniziale, fluente nota. Una voce che sussurra, appesa al supporto di un microfono, la sua.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font: 12.0px Times New Roman; margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Ti scappa da pisciare ma la tieni. Davanti a te tre amici e un cane erano pronti per andarsene ma decidono di restare. Si tolgono i giubbini, li appoggiano dietro la schiena. Il cane si sdraia al suono di un piccolo tamburo che si accavalla a quello di una tastiera, e mentre un basso riposa accanto a strumenti giocattolo, lei canta con se stessa, con due, tre, quattro volte la sua voce. Un coro, un'intero gruppo musicale si concentra tra le dita delle sue mani e le punte dei suoi piedi. Vedi scorrere acqua, il ghiaccio inizia a sciogliersi. E' lei che ti permette di dare un'occhiata là sotto, nella sua intimità, in quello che è davvero. Suona come fosse sola, alle volte si riprende, lancia uno sguardo, chiude la porta, poi ci ripensa, la lascia socchiusa. L'acqua sotto di te riesce ad essere calda e fredda insieme. Ed è a quel punto, con i piedi ormai immersi, che ti accorgi dei particolari: le pantofole di suo figlio, piccolissime, sostengono e sollevano la cassa, delle bacchette da batteria fissate con del nastro adesivo supportano una mezza pianola, due paia di mutande arrotolate attorno ad altre bacchette permettono dei suoni più attutiti sulla superficie di una mezza batteria. E' tutto provvisorio, precario. E' tutto puntuale ed esatto. Meraviglioso, ecco. Come il lago ghiacciato in cui ti ritrovi, che si scioglie e si ricompone sotto le suole delle tue scarpe.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font: 12.0px Times New Roman; margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;I tre amici di fronte a te si rimettono il giubbino, poi se lo ritolgono, decidono di restare ancora. Tra un pezzo e l'altro la gente chiacchiera, ma non appena lei decide di ricominciare è il silenzio a sorreggerla. Ti accorgi che dirige i rumori, i suoni, non solo nelle immediate vicinanze, ma anche lontano, anche le voci della gente, lo sbattere dei bicchieri nella lavastoviglie, la chiusura della porta che da verso il bagno. Non capisci come ci riesca. Ma succede così, che ci riesce e basta.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font: 12.0px Times New Roman; margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;E intanto tu stai lì, fino alla fine, con la viscica che ti scoppia, e quel lago che lentamente si sghiaccia e cambia forma e ti senti grato e vorresti dirglielo. Brava e folle, ecco cosa vorresti dirle. Magari anche un grazie, detto bene.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font: 12.0px Times New Roman; margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Perchè lei, quella distesa ghiacciata e difficile sui cui rimani in equilibrio senza sapere mai bene cosa dire e cosa fare, ti ha insegnato una cosa importante questa sera. &lt;i&gt;Che non sono i mezzi a far la differenza. Ma il talento.&amp;nbsp;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font: 12.0px Times New Roman; margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Allora alla fine glielo dici quel grazie e lei, d'impacciato garbo, non ti chiede il perchè cosicchè tu possa correre ora e scivolare sul manto sicuro di quel bianco rinnovato e di nuovo congelato.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br class="Apple-interchange-newline" /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/31008560-6637033888855320516?l=la-tela-di-penelope.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://la-tela-di-penelope.blogspot.com/feeds/6637033888855320516/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=31008560&amp;postID=6637033888855320516&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31008560/posts/default/6637033888855320516'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31008560/posts/default/6637033888855320516'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://la-tela-di-penelope.blogspot.com/2012/01/enne-bi.html' title='Enne Bi'/><author><name>écrivainne</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09735494339574174756</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='30' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_fSL2AlOtwKQ/SvWPxdz6gWI/AAAAAAAAACA/wqw9GLq0zYk/S220/MyPicture.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-31008560.post-6047094596990569696</id><published>2011-12-22T16:03:00.000+01:00</published><updated>2011-12-23T02:32:52.349+01:00</updated><title type='text'>Dieci passi, diecimila kilometri.</title><content type='html'>&lt;br /&gt;&lt;div style="font: 12.0px Times New Roman; margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;L'Autostrada la conosci già. L'avrai fatta almeno cento volte. E così pure gli incroci del centro città, il traffico, l'assurda ricerca di un parcheggio plausibile. Alla fine è Milano, il surrogato all'italiana di una vera metropoli. Ci arrivi e lo sai per sentito dire dove questo amico ti sta portando. Ma non riesci ad immaginare, nemmeno a percepire in verità, che con dieci passi di lì a qualche minuto percorrerai diecimila kilometri. Diecimila, mica una cosa da poco. Se te lo raccontassero la prenderesti per una cosa romantica, una di quelle cose da film, eppure ciò che succede è che sugli occhi senti calare una sciarpa verde e allora si fa buio, e suono, solo suono. Una voce ti guida ed è aereo, ed è volo ed è aereoporto ed è, all'ultimo passo, Osaka, Giappone. &lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Il Giappone&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;. Dimentichi Milano. Dimentichi il freddo. Dimentichi chi sei. E torni a vedere. &lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Torni a sentire&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font: 12.0px Times New Roman; margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;E la prima cosa è una tendina di lino separata in tre punti, con gli ideogrammi blu indaco su un lato. La seconda è un disegno rosa e verde fermato sui bordi con del legno scuro. La terza cosa è l'odore della tempura. La quarta, quella che ti convince di aver percorso tutti quei kilometri in un attimo, è la parola. Parola che è un succedersi di suoni che cadono gli uni negli altri come grani di un rosario. Parole che appartengono ad un recente passato e di cui non vivi un solo giorno senza sentirne la nostalgia. Giapponesi che sembrano apparizioni. Non si vedono mai se non nei musei o negli spazi liberi delle stazioni, di ritorno da qualcosa, in partenza verso casa. Invece qui ce ne sono almeno dieci. E parlano tra di loro quel meraviglioso idioma che si cela tra il mare e le montagne di una terra lontana e rinchiusa a riccio nei secoli del proprio splendore.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font: 12.0px Times New Roman; margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Così, come galleggiante, decidi di sederti al bancone e resti sola per qualche minuto. Ti sembra un miracolo essere lì, così lontano nel tempo di un respiro. Accanto a te delle persone mangiano, un ragazzo legge un libro pieno di segni neri, fissati come insetti in una teca. Ci sta immerso con la testa, come hai visto fare tante volte lungo quei tratti sullo &lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Shinkansen.&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt; Tutti, nello spazio di almeno una decina di metri, parlano tra loro la stessa lingua. Ed è un viaggio che ti salta addosso come un animale feroce e bellissimo, come una tigre bianca senza fame. Leggi il menù, distrai le lacrime, sorridi al cuoco che con il dito nel palmo prepara il sushi e ti fa cenno di sì con la testa. Sembra capire. E tu, che ti senti completamente idiota lo ringrazi e non sai nemmeno bene il perchè, dato che sei ancora a metà strada sulla collina che ti porterà in un balzo verso l'apice di un percorso assurdo. Poichè è solo quando sevono il thè, quello che in Giappone chiamano &lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Nihon-cha&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;, che il tuo cuore per un attimo si ferma. Non sai se potrai reggerlo quell'odore lì, sentito per un mese, ogni giorno, e poi mai più. Ma è un attimo sospeso tra la felicità e la disperazione e subito tutto si ridimensiona. Trova il suo posto. Tanto che poi, persino la tazza calda della Toto in bagno, le verdurine e il sushi delizioso servito in un preciso vassoio laccato scuro, ti sembreranno correre sulla discesa che ti riporterà prima di sera verso casa.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font: 12.0px Times New Roman; margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Arigatou gozaimashita&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Osaka. &lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Arigatou gozaimashita &lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;F.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br class="Apple-interchange-newline" /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/31008560-6047094596990569696?l=la-tela-di-penelope.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://la-tela-di-penelope.blogspot.com/feeds/6047094596990569696/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=31008560&amp;postID=6047094596990569696&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31008560/posts/default/6047094596990569696'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31008560/posts/default/6047094596990569696'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://la-tela-di-penelope.blogspot.com/2011/12/dieci-passi-diecimila-kilometri.html' title='Dieci passi, diecimila kilometri.'/><author><name>écrivainne</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09735494339574174756</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='30' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_fSL2AlOtwKQ/SvWPxdz6gWI/AAAAAAAAACA/wqw9GLq0zYk/S220/MyPicture.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-31008560.post-6825816236215831051</id><published>2011-12-09T02:59:00.001+01:00</published><updated>2011-12-09T03:01:56.425+01:00</updated><title type='text'>FoglieFragili</title><content type='html'>&lt;br /&gt;&lt;div style="font: 12.0px Times New Roman; margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;La strada che faccio sempre, quasi ogni notte di ritorno verso casa. La faccio al buio a sprazzi di lampione. La faccio cantando e muovendo l'automobile senza cura, con disattenzione. Tanto a quell'ora, con i due gradi che affligono l'aria, in giro non c'è mai nessuno. Solo qualche faro sparuto, qualche guardia notturna come briciole in un piatto a fine pasto.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font: 12.0px Times New Roman; margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Perchè è inverno, ma sugli alberi ci sono ancora le foglie appese con le ultime dita. Sembrano spaesate, congelate nell'atto di invecchiare. In attesa del tempo, del vento, di qualcosa. Alberi bellissimi nello spoglio di una stagione. Dovreste vederli.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font: 12.0px Times New Roman; margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Stavano lì anche questa notte, le foglie. L'ultima tremante resistenza. Aggrappate, facendosi forza sotto la luce di un lampione arancione al di là di un curva dolce della strada, una di quelle che accompagnano le ruote come un passo di danza. Tante, tantissime foglie. Stessa forma arrotondata, stessa fragile vibrazione tra il ramo e la testa, stesso colore del sole che a vederlo nel buio pare quasi un miracolo. Io ci sono arrivata con un pezzo di Goran Bregovich nelle orecchie, mani sul volante, testa appoggiata mollemente sul sedile, piede che automatico ha pigiato sul freno allo scattare del rosso. Ignara di ciò che mi aspettava.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font: 12.0px Times New Roman; margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;E in quei pochi metri, nello sfiato della frenata e della luce solitaria del lampione, ad essere proprio attenti avreste potuto anche sentirlo lo sparo del via. Quel rumore secco che decreta la partenza. Poiché in quel preciso ritaglio del tempo il vento ha donato a quelle foglie una morte elegante, leggera e rotonda. Una fine silenziosa e lieve. Ecco sì,&lt;i&gt; lieve&lt;/i&gt;. Una cascata al ralenti sopra la trasparenza stupita del mio parabrezza, dove ci ho incollato gli occhi e appoggiato un sorriso di riconoscenza. La bellezza di una morte collettiva e la sincronia di uno spettacolo privato, nel ricamo esatto di uno stop.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font: 12.0px Times New Roman; margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Pareva pensato per me. Una cupola dorata, un omaggio solitario. Una pioggia delicata, frammenti bruciati in una carezza dell'aria, centinaia di piccole foglie che in una nuvola scendono e si appoggiano fioche sulla lingua grigio piombo dell'asfalto. La scena perfetta di un film perfetto.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font: 12.0px Times New Roman; margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Il mio regalo di Natale. Eccolo.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font: 12.0px Times New Roman; margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Non avrei potuto chiedere di meglio.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br class="Apple-interchange-newline" /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/31008560-6825816236215831051?l=la-tela-di-penelope.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://la-tela-di-penelope.blogspot.com/feeds/6825816236215831051/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=31008560&amp;postID=6825816236215831051&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31008560/posts/default/6825816236215831051'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31008560/posts/default/6825816236215831051'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://la-tela-di-penelope.blogspot.com/2011/12/fogliefragili.html' title='FoglieFragili'/><author><name>écrivainne</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09735494339574174756</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='30' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_fSL2AlOtwKQ/SvWPxdz6gWI/AAAAAAAAACA/wqw9GLq0zYk/S220/MyPicture.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-31008560.post-2688603255486742954</id><published>2011-12-05T00:02:00.001+01:00</published><updated>2011-12-05T00:05:15.378+01:00</updated><title type='text'>Acqua rotta</title><content type='html'>"Sto nello sfregio della notte.&lt;br /&gt;Senza intesa. Senza accollarmi il fagotto e salvarlo. Oggi non salvo. Sono io la bufera che rovina. Sono la spina, il buco, l'inciampo.&lt;br /&gt;Sono io l'innesto sbagliato che darà un frutticino sgorbio. Sono il relitto il rifiuto, la cosa rotta&lt;br /&gt;l'urlo incenerito, la cappa che fa fumo. Sono io."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;M. Gualtieri -Senza polvere senza peso-&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/31008560-2688603255486742954?l=la-tela-di-penelope.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://la-tela-di-penelope.blogspot.com/feeds/2688603255486742954/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=31008560&amp;postID=2688603255486742954&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31008560/posts/default/2688603255486742954'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31008560/posts/default/2688603255486742954'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://la-tela-di-penelope.blogspot.com/2011/12/acqua-rotta.html' title='Acqua rotta'/><author><name>écrivainne</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09735494339574174756</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='30' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_fSL2AlOtwKQ/SvWPxdz6gWI/AAAAAAAAACA/wqw9GLq0zYk/S220/MyPicture.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-31008560.post-2448282890530221982</id><published>2011-11-30T02:07:00.001+01:00</published><updated>2011-11-30T10:43:20.822+01:00</updated><title type='text'>Il treno</title><content type='html'>&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Times New Roman';"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Times New Roman';"&gt;&lt;div style="color: #1b0131; font: 11.0px Times New Roman; margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; min-height: 12.0px; text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #28303b; font: 11.0px Times New Roman; margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Elvira ha diciott'anni. Un abito nuovo, una valigia in mano, un biglietto del treno Napoli-Roma tra le dita, sola andata. E' pronta. Ha deciso di raggiungerlo là quell'amore sofferto, che si ruba al consumo. Di anticiparlo sui tempi, di coglierlo di sorpresa.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #28303b; font: 11.0px Times New Roman; margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Elvira ha tutta l'aria di chi sta facendo un grande passo, di chi ha le idee chiare, di chi sa esattamente ciò che vuole. I binari le scorrono veloci sotto i pensieri.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #28303b; font: 11.0px Times New Roman; margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Guarda l'indirizzo perchè Roma è grande e lei non c'è mai stata. Ha in testa una lunga serie fluorescente di immagini meravigliose, di situazioni studiate e rivoltate come bistecche al burro, di quando lui la prenderà tra le braccia e la bacierà e le dirà &lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Benvenuta, ti aspettavo&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;. Le escono delle speci di bagliori dalle fessure degli occhi, mentre cammina incontro al sole. Via, numero, ingresso, il suo nome sul campanello. Suona Elvira, come fosse il primo violino di un'orchestra, con fierezza e vigore.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #28303b; font: 11.0px Times New Roman; margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Ed è strano come si contorca la vita, come si diverta a prendersi gioco delle decisioni umane, quasi dicesse tra sé e sé, &lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;ah sì, allora ti mostro io cosa so fare&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;. Ci ha quell'uomorismo invertebrato che poi lo capisci solo dopo, magari dopo mesi, magari dopo anni. Quando ormai di quella cosa lì ti rimane solo un sorriso preciso, quello dei ricordi piacevoli, quello del passato più antico, delle vecchie cartoline di te con quei vestiti che gli occhi del futuro riusciranno sempre a vedere assurdi.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #28303b; font: 11.0px Times New Roman; margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Mica lo capisci subito, ovvio. Nemmeno Elvira capisce al volo quello che le succede dopo il suo assolo di campanello. Perchè le succede veloce, non ha molto tempo per pensare, è chiaro che se fosse arrivata con un minimo di protezione attorno a quel vestito leggero, rosa come le albe che le evaporavano dal biglietto del treno comprato con gli ultimi risparmi, di certo non si sarebbe ritrovata di nuovo lì, ferma come un ebete a chiedersi &lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;perchè&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;. Lì, di nuovo alla stazione Termini, a riprendere in giornata il diretto per Napoli. La valigia non è nemmeno riuscita ad appoggiarla. Nemmeno volendo avrebbe potuto lasciarla dopo che lui le aveva detto lapidario, come lo sono solo i giovani, quel &lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Non ti amo più&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;. Poiché non si fermava Elvira. Restava in viaggio, la valigia di pelle stretta nel pugno.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #28303b; font: 11.0px Times New Roman; margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Certo è confusa. Non si capacita. Non riesce nemmeno a piangere per la verità. Allora si gira e si rigira, cerca il numero del treno, il binario, prova a destra, poi ci ripensa e riprende la strada verso sinistra. Finchè si ferma. Respira Elvira. Si concentra. E quando decide che è giunto il momento con voce sicura si avvicina ad un ragazzo, a pochi metri da lei. Gli chiede l'indicazione che le serve, &lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Per cortesia, grazie, buona giornata&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #28303b; font: 11.0px Times New Roman; margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Tutto questo Elvira me lo racconta mentre estrae i fagioli dal loro verde bacello. Come fossero passeggeri di tante scialuppe di salvataggio e lei un Dio feroce che li raduna per poi annegarli tutti in un grande mare in padella. Accanto a lei il marito, che le dice come si dovrebbe fare, come la regola d'arte vorrebbe la sbucciatura dei fagioli. Cinquant'anni di matrimonio. Degli eroi ai miei occhi. Eroi con mani bellissime, da fissare nella memoria, mani che si dovrebbero aspirare come i successi.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #28303b; font: 11.0px Times New Roman; margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Diglielo&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;, le dice lui, &lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;diglielo&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #28303b; font: 11.0px Times New Roman; margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;E allora lei me lo dice. E lo fa con un sorriso mesto che lo vedi che ha dentro quella felicità lì, delle persone che in fondo hanno fatto della loro vita ciò che volevano.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #28303b; font: 11.0px Times New Roman; margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Elvira, diciott'anni, ringrazia il ragazzo e si avvia verso il suo treno, poco più in là. Può persino piangere un po' ora, anche se lo fa solo con gli occhi come si conviene in pubblico. Trattiene la disperazione per il suo letto, per il buio, per le ore che trascorrerà da sola. Si siede nello scompartimento, la valigia finalmente appoggiata sopra la sua testa a contenere cose che Roma non vedrà mai. Ed è giusto prima di partire che il ragazzo incontrato solo una decina di minuti prima si siede di fronte a lei. Gli hanno dato l'esattezza di quel posto, a lui. Si chiama Dino e ha vent'anni.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #28303b; font: 11.0px Times New Roman; margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Vedi, la vita, quant'è vigliacca. Ci ha proprio quell'umorismo lì.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #28303b; font: 11.0px Times New Roman; margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Ero io, &lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;dice lui, finendo il cruciverba e appoggiando gli occhiali sul tavolo&lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;. Chissà dove sarebbe andata senza di me. &lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;E allora io le chiedo, a Elvira&lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;, scusa ma come fai dopo cinquant'anni a stare ancora con lui?&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #28303b; font: 11.0px Times New Roman; margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;E lei, come se quella frase se la fosse studiata da una vita solo per dirla a me, solo per questo momento preciso, ha sollevato gli occhi dalle sue faccende, ha fissato i miei e ha detto: &lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Dino mi ha dato l'indicazione e io l'ho seguita.&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #28303b; font: 11.0px Times New Roman; margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; min-height: 12.0px; text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #28303b; font: 11.0px Times New Roman; margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Ed io mi chiedo come ho fatto a non pensarci prima.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/31008560-2448282890530221982?l=la-tela-di-penelope.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://la-tela-di-penelope.blogspot.com/feeds/2448282890530221982/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=31008560&amp;postID=2448282890530221982&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31008560/posts/default/2448282890530221982'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31008560/posts/default/2448282890530221982'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://la-tela-di-penelope.blogspot.com/2011/11/il-treno.html' title='Il treno'/><author><name>écrivainne</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09735494339574174756</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='30' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_fSL2AlOtwKQ/SvWPxdz6gWI/AAAAAAAAACA/wqw9GLq0zYk/S220/MyPicture.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-31008560.post-710047358450762638</id><published>2011-11-02T14:03:00.002+01:00</published><updated>2011-11-02T19:19:21.746+01:00</updated><title type='text'>Quattro del mattino</title><content type='html'>&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: arial; font-size: small;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: arial; font-size: small;"&gt;&lt;div style="font: normal normal normal 12px/normal 'Times New Roman'; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Ti voglio portare con me di ritorno da un concerto, su un'autostrada deserta vestita di nebbia in mezzo a terre mai viste ed ora invisibili. Voglio portarti al termine di questo viaggio diritto, nell'interno della notte, con le note di un basso sparate nelle orecchie e i cartelli stradali che sbucano come apparizioni ai lati della carreggiata. Tre ore messe una accanto all'altra finchè il bianco inizia a diluirisi, la strada a salire, il paesaggio a spogliarsi in modo lento e curato, come una signora anziana ai piedi del suo letto di vedova. Vorrei condividere con te la gioia di queste curve buie tra alberi e colline fino allo snodo cruciale in cui lo sguardo si blocca, come rapito, e le ruote sterzano in modo brusco, quasi per errore, su uno spiazzo di sabbia al lato sinistro della strada. Tenendoti per mano voglio portarti in piedi davanti a un vuoto nero di velluto, capelli fluidi di un'amante orientale che si accendono sulle punte di bianco e di arancione, immersi nel latte d'acqua della coperta di nebbia che avvolge la città sullo sfondo. Un'aurora boreale ribaltata, specchiata sulla superficie della terra. Una lingua di vapore colorato, un tramonto inverso, un'incisione fluttuante nel centro del vuoto. E attorno la quiete di una notte senza automobili, senza luna, senza vento, racchiusa nello spazio del sonno. Immagina solo il respiro, lo scricchiolio della ghiaia sotto le suole, lo sfiato di fatica che spegne del tutto l'automobile e la rende silenziosa. Perchè è in questo silenzio accennato che vorrei portarti ad alzare lo sguardo verso l'alto, su uno strazio stellato che tutti i poeti e gli scrittori hanno tentato invano di descrivere con la consapevolezza, una specie di morte nel cuore, di non poterci riuscire mai. Non le hanno ancora inventate le parole per descrivere quella cosa lì. Quel numero infinito di spilli luminosi che sbucano palpitanti nella calda coperta della notte. Uno squarcio puntiforme in una latta densa di petrolio.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font: normal normal normal 12px/normal 'Times New Roman'; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Ti voglio portare con me fin qui, fino a questo pezzo di terra dispersa, con la testa piegata verso l'universo e le lacrime, bellissime, a scorrere fiere fin dentro al collo, umili di vita, lacerate dalla bellezza di quest'ora d'autunno inoltrato. Ti voglio stringere la mano fino al ritorno, fin sotto le lenzuola, fino alle prime luci dell'alba che ci sorprenderà diversi, giusto due scalini più su.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/31008560-710047358450762638?l=la-tela-di-penelope.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://la-tela-di-penelope.blogspot.com/feeds/710047358450762638/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=31008560&amp;postID=710047358450762638&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31008560/posts/default/710047358450762638'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31008560/posts/default/710047358450762638'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://la-tela-di-penelope.blogspot.com/2011/11/quattro-del-mattino.html' title='Quattro del mattino'/><author><name>écrivainne</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09735494339574174756</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='30' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_fSL2AlOtwKQ/SvWPxdz6gWI/AAAAAAAAACA/wqw9GLq0zYk/S220/MyPicture.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-31008560.post-4877375149744724693</id><published>2011-09-25T10:23:00.002+02:00</published><updated>2011-09-25T10:26:35.402+02:00</updated><title type='text'>(                               )</title><content type='html'>Battaglio con tutte le orchesse&lt;div&gt;che in forme sottili si invischiano&lt;/div&gt;&lt;div&gt;nel pensiero ed è il silenzio a lavare&lt;/div&gt;&lt;div&gt;le strisce di tutte le lumache&lt;/div&gt;&lt;div&gt;le orme inutili del camminatore&lt;/div&gt;&lt;div&gt;è il silenzio che incendia&lt;/div&gt;&lt;div&gt;le capigliature e più dentro mette il seme e il seme.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;E' il silenzio la lezione più grande.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;da Bestie di Gioia di Mariangela Gualtieri&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/31008560-4877375149744724693?l=la-tela-di-penelope.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://la-tela-di-penelope.blogspot.com/feeds/4877375149744724693/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=31008560&amp;postID=4877375149744724693&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31008560/posts/default/4877375149744724693'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31008560/posts/default/4877375149744724693'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://la-tela-di-penelope.blogspot.com/2011/09/blog-post.html' title='(                               )'/><author><name>écrivainne</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09735494339574174756</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='30' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_fSL2AlOtwKQ/SvWPxdz6gWI/AAAAAAAAACA/wqw9GLq0zYk/S220/MyPicture.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-31008560.post-5645882130713742355</id><published>2011-09-19T21:30:00.002+02:00</published><updated>2011-09-19T21:39:00.630+02:00</updated><title type='text'>AirFrance</title><content type='html'>&lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify; font: 11.0px Times New Roman; color: #333333"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;Uno spot. Nient'altro che uno spot prima del telegiornale della sera. E' ora di cena, mia madre in grembiule davanti ai fornelli parla con mio padre seduto a capotavola, e io al centro intingo il pane nella scodella dei pomodori conditi. E' stato con il boccone a mezz'asta che mi è caduto l'occhio sulla tv, piccola, di plastica, appoggiata per terra sopra i gradini che dividono la cucina dal salotto. Mi è caduto lì perchè da lì proveniva la musica. Sembrava uno di quei brani che ascoltava la mia maestra di danza classica prima della lezione settimanale. Arrivava sulle mezzepunte, accendeva la minuscola radio appoggiata sulla panca di legno e si sedeva. Noi la guardavamo attente mentre lei danzava con la mente chissà dove, e si accompagnava con dei movimenti delle mani che da soli sarebbero in grado di spiegare la parola &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;lieve. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;Una musica come quella è arrivata dalla tv questa sera. Il tempo si è fermato, i pomodori hanno perso sapore. Dovete vedere uno specchio davanti a voi, dentro i vostri occhi, uno specchio azzurro nel cui centro stanno appoggiati un uomo e una donna, come due pedine, come la coppia di glassa sulla torta degli sposi. La donna cammina verso di lui, l'alba e il profilo di montagne carta da zucchero si stagliano lontano, sullo sfondo. Sono entrambi vestiti di bianco e riflettono ogni gesto nello specchio d'acqua ai loro piedi. La donna lo raggiunge e poi, con un gesto preciso di un dito sul tasto del pianoforte, quella nota stridula, acuta, la porta ad alzarzi in punta di piedi e come una calamita ad incollare la sua bocca su quella dell'uomo. E da qui è pura magia. La donna allarga le braccia come se stesse per spiccare il volo, invece no, fa un'altra cosa, una cosa molto più bella, quasi commovente: avvolge quelle braccia d'uccello attorno al collo dell'uomo che, sorpreso da tanta audacia, la accoglie a sé e la solleva, le punte all'indietro, altissime. E lì, lì arriva l'amore. La musica li travolge e lui inizia a girare su sé stesso e insieme volano di quel volo meraviglioso di certi amori improvvisi, ancora, ancora e ancora, fino a che anche lui non spalanca le braccia, finchè anche lui, nell'impeto dell'emozione più bella che ci è dato provare, si lascia andare e per sempre volano. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; font: normal normal normal 11px/normal 'Times New Roman'; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;Poi compare la scritta &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;Airfrance, faire du ciel le plus bel endroit de la terre.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt; Che messa lì, in mezzo a tutta quella bellezza, a tutta quella perfezione, ti verrebbe voglia di prenderla tra le dita e lanciarla lontano. E di farlo con stizza. Ma alla fine, con un'alzata di spalle la perdoni. Mica è colpa sua se l'hanno infilata in quello spot, tra quei due che hanno avuto l'onore di toccare l'eternità e di farlo danzando&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/31008560-5645882130713742355?l=la-tela-di-penelope.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://la-tela-di-penelope.blogspot.com/feeds/5645882130713742355/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=31008560&amp;postID=5645882130713742355&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31008560/posts/default/5645882130713742355'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31008560/posts/default/5645882130713742355'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://la-tela-di-penelope.blogspot.com/2011/09/airfrance.html' title='AirFrance'/><author><name>écrivainne</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09735494339574174756</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='30' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_fSL2AlOtwKQ/SvWPxdz6gWI/AAAAAAAAACA/wqw9GLq0zYk/S220/MyPicture.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-31008560.post-8161498146958691131</id><published>2011-09-01T13:50:00.002+02:00</published><updated>2011-09-01T13:51:35.306+02:00</updated><title type='text'>Quando uno si alza di giovedì</title><content type='html'>Aria. Kilometri. Altrove.&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Oggi non è il giorno giusto per cercare di mettermi in prigione.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/31008560-8161498146958691131?l=la-tela-di-penelope.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://la-tela-di-penelope.blogspot.com/feeds/8161498146958691131/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=31008560&amp;postID=8161498146958691131&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31008560/posts/default/8161498146958691131'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31008560/posts/default/8161498146958691131'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://la-tela-di-penelope.blogspot.com/2011/09/quando-uno-si-alza-di-giovedi.html' title='Quando uno si alza di giovedì'/><author><name>écrivainne</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09735494339574174756</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='30' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_fSL2AlOtwKQ/SvWPxdz6gWI/AAAAAAAAACA/wqw9GLq0zYk/S220/MyPicture.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-31008560.post-2386549942316520931</id><published>2011-08-30T09:52:00.002+02:00</published><updated>2011-08-30T10:00:08.498+02:00</updated><title type='text'>La casa Ideale</title><content type='html'>&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: arial, sans-serif; font-size: 13px; border-collapse: collapse; "&gt;&lt;p style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; text-align: justify; font: normal normal normal 12px/normal 'Times New Roman'; "&gt;&lt;span style="font-size: small; "&gt;Una mattina alla maestra viene in mente che sarebbe bello se ognuno di noi si mettesse a costruire, come compito per le vacanze di Natale, il plastico della sua casa ideale. Come se a otto anni si potesse avere un'idea, anche vaga, del concetto di ideale. Comunque, era una buona maestra la nostra, le volevamo bene e se voleva che costruissimo la casa ideale l'avremmo fatto senza diuscutere. Te lo spiego questo, perchè sarebbe impossibile altrimenti capire quello che è successo poi, ad anni e kilometri di distanza da quell'aula. Quello che succede ora, di continuo.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; font: normal normal normal 12px/normal 'Times New Roman'; "&gt;&lt;span style="font-size: small; "&gt;Così inizio a guardarmi attorno, studio le facciate delle case, gli interni, i giardini, i viali d'ingresso, i cancelli, le cassette della posta, ma nulla. Non riesco a capire il perchè una casa che non è la mia dovrebbe essere ideale. Non ce la faccio, dico. Non ne sono capace. Allora interviene mio padre. E questo penso sia fondamentale da dire. Mio padre che mi aiuta a costruire la casa ideale. Mio padre che porta in cucina pezzi di compensato, di muschio verde, chiodini, colori, ghiaia rubata dalle aiuole comunali o all'acquario della pizzeria in fondo al paese. Mio padre che mi chiede se voglio un prato dove poter giocare d'estate, se mi piacerebbe ci fosse un vialetto prima della porta d'entrata, se preferisco che le finestre abbiano le ante o le tapparelle, se desidero le pareti bianche, rosse o blu, se ci voglio un comigliolo, lassù, sul tetto. Mio padre che costruisce, che taglia, che incolla, che colora minuscoli pezzi di legno, che mi fa credere che l'Ideale esiste, basta realizzarlo. Ed io che lo guardo e gli dico dove mettere il cancellino, dove appoggiare il cespuglio, dove ritagliare le finestre, finchè non finisce, finchè anche sul campanello d'ingresso c'è scritto il mio nome. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; font: normal normal normal 12px/normal 'Times New Roman'; "&gt;&lt;span style="font-size: small; "&gt;Solo anni dopo mi sono accorta che quella casa esisteva già, a poche vie dalla mia, che non avevo inventato nulla, che mi ero solo limitata a copiare quella che, credo d'aver percepito come ideale tra le tante che avevo visto. C'era una signora anziana in quella casa che potava le rose in giardino, che ritirava il giornale dalle mani del postino, che si aggiustava i capelli bianchi con una forcina. E sorrideva, sempre. Abitava con il marito e ogni cosa che la circondava era piccola e decisa nella sua calda geometria. E la mia casa ideale, quella che mio padre aveva pazientemente ricostruito per me era solo la sua casa e io la guardavo da fuori, ancora una volta &lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size: small; "&gt;da fuori&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span style="font-size: small; "&gt;, non so se mi capisci. Guardavo la mia casa ideale da una prospettiva che mi portava sempre ad un passo dal viverla appieno. C'è da immaginarsela quella casa, poco più grande di una scatola per le scarpe, con tutti gli oggetti, minuscoli, appoggiati nel posto giusto, quello pensato per loro. E io lì a guardarla da fuori. Dev'essermi esploso qualcosa allora, nel mio animo bambino, acerbo di comprensione. Qualcosa che deve aver fatto un rumore secco, preciso, perchè ricordo che una volta accese le luci all'interno, guardando le tendine rosse alle finestre, allacciate sui lati, mi sono messa a piangere e sono scappata via. Mio padre credeva non mi piacesse. Continuava a chiedermi cosa non andava, se qualcosa era andato storto, se non gradivo il risultato finale. Poteva cambiarlo se volevo, potevamo dipingerla di un colore diverso. Ma io a otto anni come facevo a spiegare a mio padre quello che mi era successo, come potevo dirgli che ciò che mi era esploso dentro sarebbe esploso per sempre, che quel pianto era qualcosa di ideale, come la mia casa, qualcosa che facevo fatica persino a capire? &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; font: normal normal normal 12px/normal 'Times New Roman'; "&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size: small; "&gt;Una drammatica meraviglia&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span style="font-size: small; "&gt;. Ecco come l'avrei definita poi.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; font: normal normal normal 12px/normal 'Times New Roman'; "&gt;&lt;span style="font-size: small; "&gt;Una di quelle cose che commuovono, non so se riesci a capire. Come la tana dei topolini nei cartoni animati in tv. Quella con il letto fatto con la scatola delle sardine e il tavolo della cucina poco più in là, con le sedie tutte intorno ricavate dai rocchetti di filo da sarta e la foto del nonno appesa in salotto. Calda, accogliente, comoda, ben organizzata. Una specie di utero materno. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; font: normal normal normal 12px/normal 'Times New Roman'; "&gt;&lt;span style="font-size: small; "&gt;E tu lì a guardarla da fuori.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; font: normal normal normal 12px/normal 'Times New Roman'; "&gt;&lt;span style="font-size: small; "&gt;Come quando d'estate passeggi per la città e ci sono le finestre aperte sulle case e sulle vite altrui e non puoi fare a meno di guardarci dentro, di fermarti anche solo per un minuto per osservare quelli che le vivono quelle case, &lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size: small; "&gt;da dentro&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span style="font-size: small; "&gt;, chiedendoti se anche tu lo troverai un posto così, il posto in cui potrai considerarti salvo, mentre invece te ne stai lì, come sempre a guardarle &lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size: small; "&gt;da fuori&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span style="font-size: small; "&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; font: normal normal normal 12px/normal 'Times New Roman'; "&gt;&lt;span style="font-size: small; "&gt;E' che quando fai balenare in testa ad un bambino l'idea che possa esistere davvero una Casa Ideale, un luogo Ideale, qualcosa di Ideale poi è irrimediabilmete fottuto. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; font: normal normal normal 12px/normal 'Times New Roman'; "&gt;&lt;span style="font-size: small; "&gt;Devono averlo pensato anche i Giapponesi questa cosa della casa perfetta, là, alla biennale dell'Architettura del 2008. Anni dopo, kilometri di distanza. Un padiglione senza un vero ingresso. Una casa con porte e finestre toppo piccole perchè ci potessi entrare, divani e sedie troppo minuscole perchè ti ci potessi sedere, ciabatte di decine di taglie inferiori alla tua, che non avresti potuto indossare mai. I Giapponesi avevano pensato alla meravigliosa malinconia di guardare una casa illuminata da piccole lampade da terra, con le ciabatte in fondo alla scala, le lenzuola morbide sui letti, le pentole accese sul ripiano della cucina, la tavola apparecchiata per quattro, i libri appoggiati in ordine sulla libreria in salotto, uno aperto sulla poltrona davanti al fuoco. Normale. Ordinaria. Una casa come tante al mondo. I Giapponesi sapevano che quella bellezza poteva essere catastroficamente dolorosa, una specie di rivelazione e nel contempo una perdita, se vista da fuori. Vedi il luogo in cui saresti salvo e v&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: small; "&gt;orresti stringerlo con le braccia e tenerlo con te e farne parte, mentre invece&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: small; "&gt; sei lì, escluso, all'aperto, a prenderti quella pioggia sottile sottile d'inizio settembre, con gli occhi spiaccicati alle finestre, con la testa infilata nella porta del garage, con quella malinconia struggente addosso, quella delle cose inviolabili, delle cose troppo belle, delle cose di cui non fai parte. Che poi non te la levi più, che poi ti rimane appiccicata come colla sui polpastrelli. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; font: normal normal normal 12px/normal 'Times New Roman'; "&gt;&lt;span style="font-size: small; "&gt;E tu sei sempre lì, sempre, a guardarle da fuori queste cose, questa case. E' il tuo posto ma tu non ci sei mai. Lo puoi solo guardare da fuori. Da fuori per Dio. Come se davvero potesse esistere un qualcosa di ideale. Un qualcosa che non c'è.  &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; font: normal normal normal 12px/normal 'Times New Roman'; "&gt;&lt;span style="font-size: small; "&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; font: normal normal normal 12px/normal 'Times New Roman'; "&gt;&lt;span style="font-size: small; "&gt;E' una strana sensazione sentirsi fottuti senza alcun rimedio. E ti senti un po' felice e un po' triste, insieme.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/31008560-2386549942316520931?l=la-tela-di-penelope.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://la-tela-di-penelope.blogspot.com/feeds/2386549942316520931/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=31008560&amp;postID=2386549942316520931&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31008560/posts/default/2386549942316520931'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31008560/posts/default/2386549942316520931'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://la-tela-di-penelope.blogspot.com/2011/08/la-casa-ideale.html' title='La casa Ideale'/><author><name>écrivainne</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09735494339574174756</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='30' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_fSL2AlOtwKQ/SvWPxdz6gWI/AAAAAAAAACA/wqw9GLq0zYk/S220/MyPicture.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-31008560.post-3127947776328199089</id><published>2011-08-24T12:20:00.002+02:00</published><updated>2011-08-24T12:24:17.513+02:00</updated><title type='text'>Prigioniera Libera</title><content type='html'>Ti liberi delle parole più brutte&lt;div&gt;delle giornate migliori&lt;/div&gt;&lt;div&gt;del profilo delle spalle&lt;/div&gt;&lt;div&gt;della forma dei suoi piedi.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Ti liberi delle risate&lt;/div&gt;&lt;div&gt;delle lacrime&lt;/div&gt;&lt;div&gt;dei progetti.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Ma gli odori ti fanno prigioniera libera.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Tornano per colpirti non appena abbassi la guardia.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Si infilano nella cruna del tuo ago e si annodano.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;E ti accorgi che fanno male come una sassata inaspettata che tornerai a prendere.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/31008560-3127947776328199089?l=la-tela-di-penelope.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://la-tela-di-penelope.blogspot.com/feeds/3127947776328199089/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=31008560&amp;postID=3127947776328199089&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31008560/posts/default/3127947776328199089'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31008560/posts/default/3127947776328199089'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://la-tela-di-penelope.blogspot.com/2011/08/prigioniera-libera.html' title='Prigioniera Libera'/><author><name>écrivainne</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09735494339574174756</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='30' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_fSL2AlOtwKQ/SvWPxdz6gWI/AAAAAAAAACA/wqw9GLq0zYk/S220/MyPicture.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-31008560.post-6601827598069337420</id><published>2011-08-03T01:01:00.002+02:00</published><updated>2011-08-03T01:02:14.023+02:00</updated><title type='text'>SMS</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-c6CLxKMQKpQ/TjiB7M0845I/AAAAAAAAAFE/bz-a1amayks/s1600/cuore.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 358px; height: 400px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-c6CLxKMQKpQ/TjiB7M0845I/AAAAAAAAAFE/bz-a1amayks/s400/cuore.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5636397787709760402" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Cruda.&lt;div&gt;Come carne da macello.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/31008560-6601827598069337420?l=la-tela-di-penelope.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://la-tela-di-penelope.blogspot.com/feeds/6601827598069337420/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=31008560&amp;postID=6601827598069337420&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31008560/posts/default/6601827598069337420'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31008560/posts/default/6601827598069337420'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://la-tela-di-penelope.blogspot.com/2011/08/sms.html' title='SMS'/><author><name>écrivainne</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09735494339574174756</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='30' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_fSL2AlOtwKQ/SvWPxdz6gWI/AAAAAAAAACA/wqw9GLq0zYk/S220/MyPicture.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-c6CLxKMQKpQ/TjiB7M0845I/AAAAAAAAAFE/bz-a1amayks/s72-c/cuore.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-31008560.post-6179895247344252246</id><published>2011-07-27T18:20:00.002+02:00</published><updated>2011-07-27T18:33:47.490+02:00</updated><title type='text'>Suturazioni</title><content type='html'>Queste mura.&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Non hai idea di quanto siano alte.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/31008560-6179895247344252246?l=la-tela-di-penelope.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://la-tela-di-penelope.blogspot.com/feeds/6179895247344252246/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=31008560&amp;postID=6179895247344252246&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31008560/posts/default/6179895247344252246'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31008560/posts/default/6179895247344252246'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://la-tela-di-penelope.blogspot.com/2011/07/suturazioni.html' title='Suturazioni'/><author><name>écrivainne</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09735494339574174756</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='30' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_fSL2AlOtwKQ/SvWPxdz6gWI/AAAAAAAAACA/wqw9GLq0zYk/S220/MyPicture.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-31008560.post-3174927773976158275</id><published>2011-07-23T18:38:00.001+02:00</published><updated>2011-07-23T18:42:08.421+02:00</updated><title type='text'>Quando ancora le gambe penzolavano nell'aria</title><content type='html'>&lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify; font: 12.0px Times New Roman"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt;Quand'ero piccola la domenica mattina voleva dire Messa. Quella delle nove a voler essere precisi. La chiesa era piccola, poco distante da casa, giusto un centinaio di posti. La raggiungevamo a piedi, che ci fosse il sole o che piovesse. Per me, miscredente in missione segreta fin dalla nascita, andarci, sedermi sui banchi di legno scuro ad osservare, era un po' come essere al cinema a vedere per la milionesima volta lo stesso film. Una sorta di rito, una prassi, alla fine un pretesto. Che poi al cinema non mi ci avevano nemmeno mai portato. Perciò per me era quello &lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt;il cinema&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt;. Con il prete, l'altare, gli affreschi, gli ex-voto e tutto il resto. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; font: normal normal normal 12px/normal 'Times New Roman'; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt;Mi sedevo accanto a mia madre e facevo ballare le gambe nello spazio compresso tra il culo e il pavimento, e stavo a guardare tutte quelle persone rivolte verso l'altare che ascoltavano gli incipit dell'attore protagonista e a tratti intonavano qualche pezzo corale che poi mi rimbalzava in testa fin dentro il pomeriggio. Io cantavo e pregavo in playback, come quando guardavo &lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt;Grease &lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt;in Tv. In prima fila c'erano sempre le stesse vecchie, tre, magrissime, rannicchiate, con il velo di vedove calato sugli occhi e le mani a nido avvolte come fazzoletti attorno ai rosari di pietra. Le loro voci tremolanti davano il La. Le si aspettava per dire, al momento dell'Osanna. Poi mi ricordo un omone sulla quarantina. Anche lui alla prima delle nove non mancava mai. Partiva sempre in ritardo con le parole dei salmi, non aveva orecchio musicale lui, ma la sua voce teneva giusto tutti gli altri sulla corda della stonatura. Se mancava una domenica, quella domenica non ci si divertiva. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; font: normal normal normal 12px/normal 'Times New Roman'; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt;Alle volte mi perdevo tra i capelli della persona che avevo di fronte, come un pidocchio, su e giù tra i riccioli della signora in seconda fila. Altre volte mi immaginavo equilibrista ginnasta impegnata nel volteggio tra le panche. Altre ancora mi divertivo a dribblare i fedeli in coda per la comunione perchè lì mia madre non poteva permettersi di sgridarmi. Al massimo poteva portarmi fuori, che poi era quello che volevo fin dall'inizio. Però, il momento che più di tutti preferivo era la benedizione finale. Andate in pace, Amen. E la pace era giusto dietro l'angolo, all'edicola dove la mamma, se ero stata buona, mi comprava l'ultimo numero di Topolino. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/31008560-3174927773976158275?l=la-tela-di-penelope.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://la-tela-di-penelope.blogspot.com/feeds/3174927773976158275/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=31008560&amp;postID=3174927773976158275&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31008560/posts/default/3174927773976158275'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31008560/posts/default/3174927773976158275'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://la-tela-di-penelope.blogspot.com/2011/07/quando-ancora-le-gambe-penzolavano.html' title='Quando ancora le gambe penzolavano nell&apos;aria'/><author><name>écrivainne</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09735494339574174756</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='30' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_fSL2AlOtwKQ/SvWPxdz6gWI/AAAAAAAAACA/wqw9GLq0zYk/S220/MyPicture.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-31008560.post-3210266329532052403</id><published>2011-07-18T13:32:00.001+02:00</published><updated>2011-07-18T13:34:13.317+02:00</updated><title type='text'>Tieni presente che</title><content type='html'>-Il veleno più pericoloso è quello che piace-&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/31008560-3210266329532052403?l=la-tela-di-penelope.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://la-tela-di-penelope.blogspot.com/feeds/3210266329532052403/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=31008560&amp;postID=3210266329532052403&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31008560/posts/default/3210266329532052403'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31008560/posts/default/3210266329532052403'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://la-tela-di-penelope.blogspot.com/2011/07/tieni-presente-che.html' title='Tieni presente che'/><author><name>écrivainne</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09735494339574174756</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='30' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_fSL2AlOtwKQ/SvWPxdz6gWI/AAAAAAAAACA/wqw9GLq0zYk/S220/MyPicture.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-31008560.post-4181592296532249411</id><published>2011-07-13T15:38:00.002+02:00</published><updated>2011-07-13T15:42:13.302+02:00</updated><title type='text'>Ode al disfacimento della corteccia cerebrale</title><content type='html'>"Perchè la realtà non arriva mai dove può spingersi l'immaginazione.&lt;div&gt;Perchè l'unica frontiera che ci rimane è il mondo dell'intangibile, le idee, le storie, la musica, l'arte.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Perchè una spugna di mare non ha mai giornate no.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;E alla fine, comunque andrà, non sapremo da che parte stava la ragione"&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;S.A &amp;amp; C.P&lt;/div&gt;&lt;div&gt;in ensemble&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/31008560-4181592296532249411?l=la-tela-di-penelope.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://la-tela-di-penelope.blogspot.com/feeds/4181592296532249411/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=31008560&amp;postID=4181592296532249411&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31008560/posts/default/4181592296532249411'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31008560/posts/default/4181592296532249411'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://la-tela-di-penelope.blogspot.com/2011/07/ode-al-disfacimento-della-corteccia.html' title='Ode al disfacimento della corteccia cerebrale'/><author><name>écrivainne</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09735494339574174756</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='30' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_fSL2AlOtwKQ/SvWPxdz6gWI/AAAAAAAAACA/wqw9GLq0zYk/S220/MyPicture.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-31008560.post-4520929901820834871</id><published>2011-07-07T20:28:00.002+02:00</published><updated>2011-07-07T20:32:09.211+02:00</updated><title type='text'>Il regalo di Morfeo</title><content type='html'>&lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify; font: 12.0px Times New Roman"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;Succede che ti accasci. Non è che proprio ti addormenti perchè sei talmente stanca e dolorante e senza un sonno onesto alle spalle da giorni ormai, che alle 18:30 di questo tardo pomeriggio ti appoggi sul cuscino e chiudi gli occhi. E' lì che accade. Tra i pensieri, le cose da fare, le cose da non dire, la fissa della cena, proprio lì s'infila un sogno di quelli talmente puliti che quasi li puoi toccare. E hai tra le braccia qualcosa di voluminoso ed è un pomeriggio caldo e il sole sta tramontando. Apri un piccolo cancello, sei felice, ci sono gli amici che ti aspettano. Chissà poi se sono tuoi quegli amici. Ma tu sei arrivata con qualcuno davanti a te che apre la strada sul vialetto e sul giardino verde alla tua destra dove vedi facce note, saluti. Un sorriso ricamato in bocca. Una donna ha un bambino in braccio, è mora, bella e non ricordi chi è, un amico ha un'espressione disagiata, e tu domandi dove puoi appoggiare quello che hai portato e in un attimo c'è anche lui e allora ti avvicini perchè c'è stato qualcosa di doloroso tra voi, ma non vuoi trascinartelo dietro come la bava di una lumaca. Perciò lo raggiungi e lo fa anche lui e tra un bacio su una guancia e l'altro la gente attorno sparisce, entra in casa, soccorre i nuovi arrivati e le vostre labbra come avessero occhi decidono di fermarsi a pensare, di prendersi del tempo. Lui sfiora la superficie delle tue da destra a sinistra e poi sta lì, appoggiato a te, amandoti finchè ti svegli, finchè lo puoi sentire. Ed è quello ciò che ti rimane da mettere in valigia una volta tornata ad occhi aperti su camera tua. Quel pieno voluminoso fatto d'aria. Da nascondere nel doppio fondo, che nessuno lo trovi, che non ti venga rubato mai. Il regalo che Morfeo ha pensato oggi per te.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/31008560-4520929901820834871?l=la-tela-di-penelope.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://la-tela-di-penelope.blogspot.com/feeds/4520929901820834871/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=31008560&amp;postID=4520929901820834871&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31008560/posts/default/4520929901820834871'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31008560/posts/default/4520929901820834871'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://la-tela-di-penelope.blogspot.com/2011/07/il-regalo-di-morfeo.html' title='Il regalo di Morfeo'/><author><name>écrivainne</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09735494339574174756</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='30' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_fSL2AlOtwKQ/SvWPxdz6gWI/AAAAAAAAACA/wqw9GLq0zYk/S220/MyPicture.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-31008560.post-1763312395980497904</id><published>2011-07-06T10:49:00.001+02:00</published><updated>2011-07-06T10:54:30.200+02:00</updated><title type='text'>Grumi di polvere</title><content type='html'>Stamattina mi hai regalato la rabbia necessaria per alzarmi dal letto.&lt;div&gt;Grazie. Non credo ce l'avrei fatta altrimenti.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/31008560-1763312395980497904?l=la-tela-di-penelope.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://la-tela-di-penelope.blogspot.com/feeds/1763312395980497904/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=31008560&amp;postID=1763312395980497904&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31008560/posts/default/1763312395980497904'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31008560/posts/default/1763312395980497904'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://la-tela-di-penelope.blogspot.com/2011/07/grumi-di-polvere.html' title='Grumi di polvere'/><author><name>écrivainne</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09735494339574174756</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='30' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_fSL2AlOtwKQ/SvWPxdz6gWI/AAAAAAAAACA/wqw9GLq0zYk/S220/MyPicture.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-31008560.post-3219292807870688236</id><published>2011-05-31T14:02:00.002+02:00</published><updated>2011-08-07T18:37:33.205+02:00</updated><title type='text'>AI TURISTI INCERTI ED IMPAURITI</title><content type='html'>&lt;p style="text-align: justify;margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; font: normal normal normal 12px/normal 'Times New Roman'; "&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px Times New Roman"&gt;Il Giappone è uno di quei luoghi al mondo che hanno il privilegio di appartenere all'indicibile. Non esiste un aggettivo che ricopra appieno ciò che questo paese ha da offrire. Perchè spesso lo fa con umiltà e gentilezza ed è proprio questa la differenza. Non ti offre ciò che ha come se ti stesse vendendo una rarità, ma si dona come una vergine timida.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; line-height: 16.0px; font: 12.0px Times New Roman"&gt;Il Giappone è un regalo del mondo al mondo. I suoi paesaggi, la gente che lo abita, le sue abitudini, le sue antiche tradizioni, le sue moderne follie.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px Times New Roman"&gt;Siamo stati un mese tra le braccia di questa terra ospitale, nel sue ventre strepitoso e non abbiamo mai riscontrato un problema. Non uno. I mezzi di trasporto sempre puntuali, le camere pulite, il cibo meno costoso di quanto immaginavamo. I giapponesi sono abituati a far fronte all'aggressività della natura e portano avanti questa battaglia con coraggio e fermezza, difendendo la loro terra elegante come fosse un porto sicuro.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px Times New Roman; min-height: 15.0px"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px Times New Roman"&gt;Ci hanno raccontato tanto sul terremoto dell'11 marzo. Sui giornali, in TV. Ma non l'hanno fatto con sincerità come avrebbero dovuto. Ciò che hanno fatto invece è stato prendere l'accaduto e ricamarlo come una vecchia coperta per un matrimonio imminente. Con foga ed esagerazione. &lt;i&gt;Catastrofe. Apocalisse. Emigrazione di massa.&lt;/i&gt; Questi erano i titoli dei telegiornali. Questo hanno scritto sui quotidiani europei. Lo hanno fatto senza pensare ai danni, alle conseguenze che avrebbero aggravato una situazione già difficile. Per audience facevano a chi la sparava più grossa. A chi riusciva a commuovere di più. Senza pensare al peso costante di quelle parole..&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px Times New Roman; min-height: 15.0px"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px Times New Roman"&gt;Quello che non volevamo fare noi, turisti in partenza per un viaggio tanto sognato, era credere a queste voci, a questi scaltri romanzieri falliti.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px Times New Roman"&gt;E allora siamo partiti e quello che abbiamo trovato è stata una situazione di assoluta normalità. Nessuna scossa, nessuna allarmante contaminazione, nessun rallentamento, nessun problema. Solo preoccupazione e paura per una situazione turistica con ribassi da percentuali vertiginose. Ci fermavano per strada. Ci chiedevano cosa dicessero in Occidente. Si sbilanciavano pregandoci di  sostenerli.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px Times New Roman; min-height: 15.0px"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px Times New Roman"&gt;C'è stato un terremoto, sì. C'è stato uno tsunami, anche. Ci sono stati migliaia di morti, certo. Ma che bisogno c'era di fare del terrorismo psicologico? Che bisogno c'era di esagerare una situazione già grave di per sé? Perchè infierire oltre?&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px Times New Roman; min-height: 15.0px"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px Times New Roman"&gt;Il Giappone del nord è stato investito dalla forza della Natura e si è rialzato con la consapevolezza che questi fatti possano succedere, succederanno, ma che con impegno e costanza si possano, volendo,  anche fronteggiare.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px Times New Roman"&gt;Ora è in piedi, ferito ma fiero. E non c'è un motivo al mondo perchè non dobbiate visitarlo. Vi cullerà tra le sue braccia profumate, vi farà sentire protetti, vi metterà a vostro agio e vi mostrerà cose che non potevate nemmeno immaginare.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px Times New Roman; min-height: 15.0px"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px Times New Roman"&gt;E poi vi mancherà. Dio solo sa quanto vi mancherà.&lt;/p&gt; &lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/31008560-3219292807870688236?l=la-tela-di-penelope.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://la-tela-di-penelope.blogspot.com/feeds/3219292807870688236/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=31008560&amp;postID=3219292807870688236&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31008560/posts/default/3219292807870688236'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31008560/posts/default/3219292807870688236'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://la-tela-di-penelope.blogspot.com/2011/05/ai-turisti-incerti-ed-impauriti.html' title='AI TURISTI INCERTI ED IMPAURITI'/><author><name>écrivainne</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09735494339574174756</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='30' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_fSL2AlOtwKQ/SvWPxdz6gWI/AAAAAAAAACA/wqw9GLq0zYk/S220/MyPicture.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-31008560.post-1113425789034901028</id><published>2011-03-23T16:30:00.000+01:00</published><updated>2011-03-23T16:31:14.514+01:00</updated><title type='text'>Oggi</title><content type='html'>Un biglietto per il primo treno che parte per favore.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/31008560-1113425789034901028?l=la-tela-di-penelope.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://la-tela-di-penelope.blogspot.com/feeds/1113425789034901028/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=31008560&amp;postID=1113425789034901028&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31008560/posts/default/1113425789034901028'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31008560/posts/default/1113425789034901028'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://la-tela-di-penelope.blogspot.com/2011/03/oggi.html' title='Oggi'/><author><name>écrivainne</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09735494339574174756</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='30' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_fSL2AlOtwKQ/SvWPxdz6gWI/AAAAAAAAACA/wqw9GLq0zYk/S220/MyPicture.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-31008560.post-6108099116477006698</id><published>2011-01-10T10:21:00.001+01:00</published><updated>2011-01-10T10:21:50.455+01:00</updated><title type='text'>Si dice che il paradiso sia dietro l'angolo...</title><content type='html'>&lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify; font: 13.0px Times New Roman"&gt;&lt;i&gt;Ci sono giorni che sono come miracoli. Giorni in cui metti il naso fuori casa e l'Inverno se n'è andato e l'aria ha un sapore del tutto nuovo, inatteso. Giorni che non ti aspetti, giorni che ti colgono di sorpresa e ti lasciano di stucco, sull'uscio di casa, con le mani lungo i fianchi e il sole appoggiato sul viso.&lt;/i&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Times New Roman"&gt;&lt;i&gt;Giorni di timor panico, che ti mettono la voglia di passeggiare e ti fanno pensare che quello sia il momento perfetto per trovare un prato in collina dove ti puoi sdraiare e infilare le dita nell'erba alta e diventare finalmente preda delle farfalle. E' in un giorno come questo, camminando sul profilo del monte dietro casa mia che li ho trovati. Un giorno in cui tutto sembrava parte di un'unica grande armonia terrestre: il cielo azzurro, l'aria profumata di novità, il sole tiepido e avvolgente, la brezza del vento in mezzo alle prime foglie, gli alberi zeppi di germogli, gli insetti intenti nella danza dell'accoppiamento, il rumore del torrente nel suo scorrere placido, il cinguettare degli uccellini negli acrobatici stormi di primavera. Un giorno che è come una sinfonia, di quelle danno pace e che fanno passare ogni dolore.  &lt;/i&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Times New Roman"&gt;&lt;i&gt;Un giorno in cui, camminando con l'anima ipertrofica di vita nuova, mi capita la meraviglia di aprire gli occhi su di loro. &lt;/i&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Times New Roman"&gt;&lt;i&gt;Se ne vedi uno, in una giornata del genere, è già facile che ti riesca impossibile trattenere la commozione. Figuaratevi dieci. &lt;/i&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Times New Roman"&gt;&lt;i&gt;Un prato, una collina, un panorama rurale, le api che lavorano, le formiche che costruiscono la loro casa e lì sopra loro dieci, un'esplosione di bianco intenso, di rami che si intrecciano e che dondolano le loro bellezze attorno al vento. Dieci mandorli fioriti nel pieno del loro splendore. Milioni di petali bianchi a ricoprire metri di corteccia scura, a inebriare l'aria, a sconvolgere gli occhi miei. &lt;/i&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Times New Roman"&gt;&lt;i&gt;Mi sono fermata. Bocca aperta, pupille distese, sorriso pronto per il balzo. E ho provato orgoglio come se tutto quello l'avessi fatto io, come se anch'io, lì, di fronte a quel ciclo inarrestabile  che è Madre Natura, fossi parte dell'armonia e fossi davvero bellissima, come loro dieci e bianca e profumata e abbagliante. &lt;/i&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Times New Roman"&gt;&lt;i&gt;Ho fatto fatica ad andarmene. Perchè è vero, la bellezza dura il tempo di un respiro e poi ti lascia a mani vuote. Però è anche vero che quando l'hai avuta nessuno te la toglie più.&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/31008560-6108099116477006698?l=la-tela-di-penelope.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://la-tela-di-penelope.blogspot.com/feeds/6108099116477006698/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=31008560&amp;postID=6108099116477006698&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31008560/posts/default/6108099116477006698'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31008560/posts/default/6108099116477006698'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://la-tela-di-penelope.blogspot.com/2011/01/si-dice-che-il-paradiso-sia-dietro.html' title='Si dice che il paradiso sia dietro l&apos;angolo...'/><author><name>écrivainne</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09735494339574174756</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='30' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_fSL2AlOtwKQ/SvWPxdz6gWI/AAAAAAAAACA/wqw9GLq0zYk/S220/MyPicture.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-31008560.post-4135040753180718483</id><published>2011-01-04T13:49:00.003+01:00</published><updated>2011-01-10T10:22:34.758+01:00</updated><title type='text'>Acqua e vento</title><content type='html'>&lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: right; font: 13.0px Times New Roman"&gt;&lt;i&gt;28 Novembre 2010, Ko Lipe, Thailandia   &lt;/i&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: right; font: 13.0px Times New Roman; min-height: 16.0px"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify; font: 13.0px Times New Roman"&gt;&lt;i&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;&lt;i&gt;&lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify; font: 13.0px Times New Roman"&gt;&lt;i&gt;Sono le cinque del pomeriggio. Fa caldo, molto caldo e il vento fischia insistente il suo arrivo. Di fronte a te una spiaggia lunga e soffice, uno spazio bianco su cui non cammina quasi nessuno. Ti trovi in acqua a pochi metri da riva, e galleggi in questo brodo turchese che sa di sale e di vento al centro di una scenografia che pare pensata per i tuoi occhi e per i tuoi soltanto. Al centro, non so se mi spiego. &lt;/i&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Times New Roman"&gt;&lt;i&gt;Con un sorriso appostato tra le labbra lanci uno sguardo alla tua destra, e questo si distende su ogni granello soffermandosi solo per un istante là dove alcuni ragazzi stanno giocando a pallavolo. Dietro di loro il cielo è di un grigio scuro tendente al nero e si illumina di tanto in tanto, brontolando minacce e lanciando saette sulle grandi foglie palmate degli alberi che sono di un bel verde smeraldo. La luce si smorza, i contrasti si fanno più accesi e le loro magliette iniziano ad appiccicarsi alla pelle dove le prime goccie vanno ad appoggiarsi, mentre sull'acqua si possono notare piccoli cerchi concentrici che si aprono con lentezza, sempre più numerosi. Ai ragazzi non importa se piove. Restano. Cosiccome fanno un certo numero di barche poco più in là, sottili, colorate, di legno di ciliegio e nastri rossi, azzurri, gialli e arancioni, che svettano sulle punte in omaggio agli Dei e al mare. I loro colori si accentuano prendendo luce dall'acqua, azzurro cristallino e blu dove l'onda piega e dal cielo, nero e carico di pioggia. Subito sopra, come un cammeo, un arcobaleno si tuffa ai piedi della montagna, bellissimo e inconsapevole. I ragazzi giocano, un cane abbaia alla palla, le onde si infrangono sulla sabbia ai loro piedi, il vento soffia nelle tue orecchie. &lt;/i&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Times New Roman"&gt;&lt;i&gt;Un po' più a destra, sulla scia dei sette colori che il tempo rifrange sull'atmosfera, le nuvole si diradano in soffici vellutate bianche e il mare si scurisce accogliendo le goccie di pioggia come un milione di minuscole perle luccicanti, che sembrano saltare prima dell'immersione e poi giù.&lt;/i&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify; font: 13.0px Times New Roman"&gt;&lt;i&gt;Lì, al centro di quell'enorme vasca che è il mare, se ti giri verso nord puntando i piedi al suolo, dietro di te, per l'esattezza nel mezzodì, sembra il Medioevo. Uno snodo, una separazione, un varco che puoi sorvolare, perchè subito dopo qualcuno ci ha giusto messo una barca azzurra e blu che sembra una cartolina degli anni cinquanta, una cosa alla Fellini. E poi il cielo si apre ed è bianco e azzurrino e il sole fa gli inchini e dice che lui se ne va, riflettendosi in acqua a zig zag, su una superficie diventata scura in profondità e pura luce a contatto con il cielo dove si posano le centinaia di goccioline nere dell'acqua piovana. Un negativo di sé stesso il mare e lì in mezzo tu, sempre tu, a separare le due entità. Al centro. Come il punto mediano di una sfera, come un ombelico. Da una parte il temporale, dall'altra il tramonto. Una geode che termina con un gruppo di bambini, zingari del mare, belli, inzuppati e immaturi, che giocano urlando tra loro su dei piccoli materassini trasparenti. &lt;/i&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify; font: 13.0px Times New Roman"&gt;&lt;i&gt;Infine, solo al termine di questo giro iperbolico dell'occhio e della mente, subito dopo, c'è lui. Il re. Un pedalò su cui è un peccato che qualcuno non ci abbia scritto “Rimini 1958”. Una punta estrema nell'estremità della bellezza. Una pedina asimmetrica, una sbavatura, un neo in un viso perfetto.&lt;/i&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Times New Roman"&gt;&lt;i&gt;Neanche il tempo di un fare un'altro giro che inizia a piovere sul serio. Piove, piove a dirotto, formando una sottile nebbia sul pelo dell'acqua e allora immergi le spalle in mare, che ti accoglie placido con il suo tiepido calore. Peccato non avere una telecamera, pensi lì in mezzo, al centro di questo paradiso, di questo Eden, grato per il regalo che ti è stato concesso. Vorresti condividerlo questo spettacolo, con le persone che ami. Poi però pensi che forse sarebbe un peccato averla, quella telecamera. Molto meglio le parole, in fondo. Molto meglio l'immaginazione.&lt;/i&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify; font: 13.0px Times New Roman; min-height: 16.0px"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:100%;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 12px;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:100%;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 13px;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;b&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;&lt;/i&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/31008560-4135040753180718483?l=la-tela-di-penelope.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://la-tela-di-penelope.blogspot.com/feeds/4135040753180718483/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=31008560&amp;postID=4135040753180718483&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31008560/posts/default/4135040753180718483'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31008560/posts/default/4135040753180718483'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://la-tela-di-penelope.blogspot.com/2011/01/acqua-e-vento.html' title='Acqua e vento'/><author><name>écrivainne</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09735494339574174756</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='30' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_fSL2AlOtwKQ/SvWPxdz6gWI/AAAAAAAAACA/wqw9GLq0zYk/S220/MyPicture.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-31008560.post-8268417012411094502</id><published>2010-11-06T17:51:00.004+01:00</published><updated>2010-11-06T19:49:12.267+01:00</updated><title type='text'>Io non sapevo cosa fosse la bellezza prima di vedere lei.</title><content type='html'>&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"   style="  color: rgb(41, 48, 59); line-height: 19px; font-family:Georgia, Times, 'Times New Roman', sans-serif;font-size:small;"&gt;&lt;div&gt;Milano, oggi pomeriggio. Prendi il tempo e immaginatelo come una serie di passi. Non è difficile, entrambi si muovono nello stesso modo all'interno dello spazio.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Bene, il primo passo è sul marciapiede, una sottile lingua d'asfalto che puzza degli anni nostri, di quelli che stiamo vivendo ora, che ti lascia nel naso l'odore della strada, dell'inverno che è già qui. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Il secondo è ai piedi di un vecchio palazzo color ocra, un'intera facciata di finestre che si tuffano su stretti balconi ingrigiti. Da uno degli appartamenti scendono verso il basso dei ciuffi di carta stagnola che hanno la consistenza cruda degli anni Ottanta. Spaventano i piccioni mi diranno poi. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Il terzo passo è nel cuore del palazzo, sui pavimenti lucidi che parlano di bambini con i pattini a rotelle quando i lacci erano ancora di cuoio e fuori le manifestazioni per i diritti civili erano ormai cosa comune.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Il quarto passo è sulle scale alla tua destra. Se guardi in alto il cono del corrimano sembra non finisca più. Dietro di te invece l'ascensore sospira. Ha nostalgia della grande guerra come certi vecchi, che quando ne parlano hanno le lacrime agli occhi come se la vita, l'unica vita che possano dire di aver davvero vissuto fosse quella là e poi nient'altro.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;I passi successivi vanno veloci a ritroso nel tempo, cinque e sei passano il primo piano, sette e otto si fermano al secondo per osservare una targhetta d'ottone su cui c'è scritto "Avanzi" perchè per un momento hanno letto "Avanti", ritrovandosi infine con il nove al terzo piano, di fronte ad una porta anonima di legno scuro.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Il decimo passo è di fronte a lei, nel di lei appartamento. E lì ti rendi conto di una cosa, una cosa semplice e spiazzante come un'ovvietà. Lì, sul tuo decimo passo capisci che non sapevi cosa fosse la bellezza prima di vedere lei. E qui il tempo decide di farsi una pausa. Così, senza avvertirti, si ferma. Entri, saluti e respiri l'aria di quegli anni che ti è dato la possibilità di viverti oggi. Sei in uno stretto corridoio. Due metri, non di più, illuminati da una piccola applique di vetro smerigliato dalla luce gialla. La carta da parati ha un qualcosa che ti ricorda l'interno di quei vecchi bauli da viaggio che si vedono nei film, color crema con disegni sottili e quasi invisibili. Lei ti dice di seguirla nella stanza accanto e ti fa strada sfiorando un vecchio specchio senza cornice, con macchie scure sugli angoli. C'è della musica in sottofondo. Lontana ed esotica, ha il tono rilassato che potrebbe avere la pelle sudata di una regina sotto uno strato di borotalco bianco. Sono gli anni venti della ricostruzione quelli. Poche cose, colori tenui, grandi scatole di pelle e cartone con le fibbie di metallo, strani oggetti di legno ingrigito e poi cappelli, di ogni foggia e colore. Sì, perchè lei è una cappellaia e tu sei nel suo regno, completamente rapito.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Sedotto, saziato e con spiccati slanci di promiscuità, ti vien persino voglia di fumare anche se è una cosa che non fai mai. Ma chissà perchè sembra essere l'unica cosa che manca in quella stanza. Per il resto tutto ha una collocazione esatta, come le sue mani che toccano i tessuti e ti passano oggetti di una bellezza imbarazzante.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;"Li fai tu?". Domanda idiota.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;"Sì, li faccio io" ti risponde nascondendo i grandi occhi scuri sotto la frangia nera, lucida come la criniera di un cavallo arabo. Ha labbra rosa e bellissime il suo sorriso. Lei, Valentina, è una donna d'altri tempi. Di quelle che si vedono sempre meno.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Così, mentre scegli il regalo che cercavi parlate di voi, di quello che fate, lasciandoti sfuggire distrattamente il silenzio come un bambino farebbe con un palloncino, tanto che un pò te ne rammarichi perchè qui nessun'altro ingrediente sarebbe stato più azzeccato. Il silenzio, lei e quella stanza. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Ma te ne accorgi solo dopo, quando sei a centoquaranta allora sulla colata grigio piombo della strada e il tempo che ti appartiene, quello dei tuoi giorni, è di nuovo in macchina con te per ricordarti che la vita non si ripete mai e che è proprio questa la sua accecante bellezza.&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/31008560-8268417012411094502?l=la-tela-di-penelope.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://la-tela-di-penelope.blogspot.com/feeds/8268417012411094502/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=31008560&amp;postID=8268417012411094502&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31008560/posts/default/8268417012411094502'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31008560/posts/default/8268417012411094502'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://la-tela-di-penelope.blogspot.com/2010/11/io-non-sapevo-cosa-fosse-la-bellezza.html' title='Io non sapevo cosa fosse la bellezza prima di vedere lei.'/><author><name>écrivainne</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09735494339574174756</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='30' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_fSL2AlOtwKQ/SvWPxdz6gWI/AAAAAAAAACA/wqw9GLq0zYk/S220/MyPicture.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-31008560.post-8716661330874145731</id><published>2010-10-18T01:50:00.004+02:00</published><updated>2010-10-18T02:04:07.601+02:00</updated><title type='text'>E quei passi strisciati nel silenzio di una fisarmonica, che suona per tutti e per i fatti suoi...</title><content type='html'>&lt;span class="Apple-style-span"   style="  ;font-family:arial;font-size:small;"&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;La musica è un tango, di quelli che hai già sentito almeno una volta. E il luogo è uno di quelli che hai già visto e vissuto, ma mai così, come questa sera. Entri e c'è un corridoio scuro che porta ad una pista da ballo, di quelle che il sabato sera si bagnano di cocktail rovesciati e impronte di scarpe da ginnastica. Però ciò che vedi è diverso da quello a cui la tua memoria ti ha abituato. E' solo uno sprazzo all'inizio: qualche giravolta, delle gambe nude, scarpe luccicanti con il tacco, capelli spruzzati di bianco qua e là. Poi a passi leggeri arrivi sino alla soglia della sala e attorno a te l'atmosfera crea un vortice e ti abbraccia, lanciandoti in un luogo e in un tempo che non hai mai vissuto, fatto di energia, silenzio, musica, sospiri. C'è una donna seduta in un angolo che si fa aria con un volantino e aspetta. Sull'altro lato una coppia si tiene per mano e sorride. Lui la guarda di tanto in tanto e gli occhi gli brillano. Tu cammini stranito, prigioniero libero di un taglio nello spazio e finisci a ridosso del bancone dove ordini da bere. Hai la strana sensazione di essere l'occhio di una telecamera o di un Dio, se ne esiste uno. Davanti a te sfilano dolcemente un uomo e una donna. Potrebbero essere padre e figlia o amanti per quanto ne sai. Si chiama ballare quello ma a te sembra più che si amino muovendosi in un unico gesto e appoggiandosi l'un l'altro come se stessero passeggiando sul cotone. Sono cerchi e disegni astratti sul pavimento fatti con i tacchi e col pensiero. Poi la musica cambia e si fa più lenta. La pista si riempie, non c'è più nessuno seduto. Anche la signora con il volantino ha trovato un compagno. La fisarmonica disegna i loro corpi nello spazio ma quello che senti è il silenzio della musica che fa da sottofondo ai loro passi, che leccano, si appoggiano e volano per un secondo solo nell'aria circostante e quello che fanno dovrebbe essere danzare, invece completamente ignari quello che fanno davvero è strisciare sul tuo cuore come la lingua ruvida di un gatto, saziarti con il loro delizioso rumore attutito e poi chiuderti gli occhi perchè tu possa sentire quello che hai visto. Il silenzio. Non so se mi spiego. Il silenzio era lì, schiacciato tra la terra e le loro scarpe.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/31008560-8716661330874145731?l=la-tela-di-penelope.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://la-tela-di-penelope.blogspot.com/feeds/8716661330874145731/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=31008560&amp;postID=8716661330874145731&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31008560/posts/default/8716661330874145731'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31008560/posts/default/8716661330874145731'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://la-tela-di-penelope.blogspot.com/2010/10/e-quei-passi-strisciati-nel-silenzio-di.html' title='E quei passi strisciati nel silenzio di una fisarmonica, che suona per tutti e per i fatti suoi...'/><author><name>écrivainne</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09735494339574174756</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='30' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_fSL2AlOtwKQ/SvWPxdz6gWI/AAAAAAAAACA/wqw9GLq0zYk/S220/MyPicture.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-31008560.post-5621148406432150178</id><published>2010-09-03T15:55:00.002+02:00</published><updated>2010-09-03T16:05:12.112+02:00</updated><title type='text'>Un regalo inatteso</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: arial; font-size: small; "&gt;Stavo andando in città oggi, in auto. Una di quelle giornate normali, come capitano spesso, nè belle nè brutte. Sono certa che avete presente. Stavo giusto pensando che faceva più caldo di quanto mi ero immaginata e che avessi sbagliato a vestirmi, quando un uomo catarifrangente si precipita davanti a me con una paletta rossa in mano e mi sbarra la strada. Logicamente freno. Mi aggiusto gli occhiali da sole e mi dico "&lt;i&gt;speriamo sia una cosa breve, lavori in corso, un'ambulanza, una cosa così insomma&lt;/i&gt;". E invece no. Non è stata una cosa breve, per fortuna. Dovete immaginarvi la musica alta dell'autoradio, la felpa di cotone che non vedevo l'ora di togliere e le macchine dietro di me che si accumulavano nell'ora di punta, ad un grosso incrocio stradale. Dovete immaginarvi una giornata qualsiasi del presente attuale di una persona qualunque per capire quello che vi voglio dire, altrimenti non riuscirete ad apprezzare la sconcertante bellezza di ciò che ho visto. Perchè di fronte a me, del tutto inaspettatamente, si è messo a sfilare il tempo.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: arial; font-size: small; "&gt;Sì. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: arial; font-size: small; "&gt;&lt;div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Era una striscia di tempo quella che mi scorreva davanti, un remoto passato che si infilava diritto nel presente come un filo nella stoffa. A ricucire, non so se mi spiego. Viaggiava in moto perpetuo attorno ad una curva e poi proseguiva in linea retta, lontano. La gente ha spento i motori, non ha suonato il clacson. Io ho zittito la radio. I minuti sono diventati ore. Davanti a me marciavano in fila indiana decine di motociclette d'epoca, alcune così assurde che le avevo viste solo nei disegni dell'inizio del novecento, sui libri di storia. Ce n'era una enorme, verde, romboidale, con una grande elica circolare davanti, che girando le permetteva di camminare. E poi carrozze a motore, con divani al posto dei sedili, di pelle e bottoni. Lucide e laccate, con le ruote a carro ricoperte di gomma. Più il filo scorreva e più i minuti si dilatavano. Nessuno aveva più fretta di andare in nessun posto. Lì era il luogo dove tutti volevano essere. Io mi sono sorpresa a ridere di gusto, eccitata come una bambina, e ho messo fuori i gomiti dal finestrino appoggiando il mento sulle mani per godermi meglio lo spettacolo. Ridevo. E la cosa più straordinaria era che a guidare quei meravigliosi meccanismi resuscitati per questa giornata di fine estate c'erano uomini con le calze bianche, il cappello e i pantaloni al ginocchio, con grandi occhiali da aviatore, gilet e foulard al collo. Accanto a loro le donne avevano abiti di pizzo san gallo o di chiffon e chi non aveva un grande cappello legato sotto il mento con una fusciacca colorata, portava un ombrellino ricamato e i guanti bianchi. Un tuffo improvviso non so se mi spiego. Una sciarpa di tempo sospeso che se un Dio esiste dovrebbe regalarci più spesso. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Lo so, il tempo ce lo si prende. Ma i regali inattesi sono tutt'altra cosa. &lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/31008560-5621148406432150178?l=la-tela-di-penelope.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://la-tela-di-penelope.blogspot.com/feeds/5621148406432150178/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=31008560&amp;postID=5621148406432150178&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31008560/posts/default/5621148406432150178'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31008560/posts/default/5621148406432150178'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://la-tela-di-penelope.blogspot.com/2010/09/un-regalo-inatteso.html' title='Un regalo inatteso'/><author><name>écrivainne</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09735494339574174756</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='30' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_fSL2AlOtwKQ/SvWPxdz6gWI/AAAAAAAAACA/wqw9GLq0zYk/S220/MyPicture.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-31008560.post-3566784006067551941</id><published>2010-08-08T17:45:00.002+02:00</published><updated>2010-08-08T17:49:52.369+02:00</updated><title type='text'>Oggi</title><content type='html'>Mi piacerebbe sapere cosa vedi tu,&lt;div&gt;che intuisci il futuro &lt;/div&gt;&lt;div&gt;e riesci ad esserne assolutamente certo.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;i&gt;"C'è una solitudine dello spazio,&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;i&gt;Una del mare,&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;i&gt;Una della morte, &lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;i&gt;Ma queste c&lt;/i&gt;&lt;i&gt;ompagnia saranno&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;i&gt;In confronto a quel più profondo punto&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;i&gt;Quell'isolamento polare&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;i&gt;Di un'anima alla presenza di se stessa&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;i&gt;Infinito finito."&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;i&gt;Emily Dickinson&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/31008560-3566784006067551941?l=la-tela-di-penelope.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://la-tela-di-penelope.blogspot.com/feeds/3566784006067551941/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=31008560&amp;postID=3566784006067551941&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31008560/posts/default/3566784006067551941'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31008560/posts/default/3566784006067551941'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://la-tela-di-penelope.blogspot.com/2010/08/oggi.html' title='Oggi'/><author><name>écrivainne</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09735494339574174756</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='30' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_fSL2AlOtwKQ/SvWPxdz6gWI/AAAAAAAAACA/wqw9GLq0zYk/S220/MyPicture.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-31008560.post-3925700008843496411</id><published>2009-11-07T15:42:00.002+01:00</published><updated>2009-11-07T15:52:32.557+01:00</updated><title type='text'>La comunicazione</title><content type='html'>Dopo la visione dei miei video, alla domanda "Cosa mi vuoi comunicare?" rispondo:&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;i&gt;"Prima di tutto vorrei fare una premessa, che non è valida solo per me ma per tutte le volte che ho sentito porre questa domanda ad artisti, scrittori e registi. Una persona sceglie un mezzo per comunicare. Che sia disegno, scultura, video o scrittura. Non necessariamente la parola. Comunica con questo tramite. Non ha bisogno del verbo. Se ne avesse bisogno non userebbe che quello. Non deve assolutamente spiegare a parole il suo intento, poichè se sorge la domanda "Cosa mi vuoi comunicare?" il problema è uno solo: la mancata comunicazione. Quindi o l'artista, il regista o lo scrittore hanno pensato di essere chiari quando invece non lo erano, o il destinatario del messaggio non è stato sufficientemente attento.&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;i&gt;Ora...tu che mi poni questa domanda, sei sicuro di essere stato il più possibile attento, aperto e ricettivo? &lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;i&gt;Se la risposta è sì, non farmi questa domanda, ma dimmi chiaramente "Non sei stata abbastanza limpida, non sono riuscito a recepire il tuo comunicato". Ma solo se sei davvero sicuro di essere stato attento. &lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;i&gt;Perchè se poi con le parole che non dovrei utilizzare, ti spiego ciò che vorrei dire, la figura dello scemo, la fai tu.&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/31008560-3925700008843496411?l=la-tela-di-penelope.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://la-tela-di-penelope.blogspot.com/feeds/3925700008843496411/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=31008560&amp;postID=3925700008843496411&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31008560/posts/default/3925700008843496411'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31008560/posts/default/3925700008843496411'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://la-tela-di-penelope.blogspot.com/2009/11/la-comunicaziine.html' title='La comunicazione'/><author><name>écrivainne</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09735494339574174756</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='30' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_fSL2AlOtwKQ/SvWPxdz6gWI/AAAAAAAAACA/wqw9GLq0zYk/S220/MyPicture.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-31008560.post-4143642462475871842</id><published>2009-10-31T19:06:00.003+01:00</published><updated>2009-10-31T19:11:25.759+01:00</updated><title type='text'>Un venerdì sera qualsiasi.</title><content type='html'>&lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px Times New Roman"&gt;Immaginate una stanza da bar. Riempitela di gente che parla ad alta voce, che ride, che litiga, che strepita, che si muove, che fa stridere le sedie sul pavimento, che rovescia bicchieri, che canta spesso fuori tempo con la musica, che fa la fila fuori dalla porta del bagno. Bene. Ora che la vedete immaginatevi la piccola caposala, intenta come una giovane sarta nel rammendare la sua tela, che fa la spola da un tavolo all'altro, prendendo ordini, portando vassoi, pulendo tavoli, recuperando sedie, sorridendo alle battute stupide dei clienti. Seguitela nel suo percorso studiato e razionale dell'ordine e poi fermatevi con lei, in un momento di pausa, con le braccia aggrappate sull'alto bancone ed il mento appoggiatovi sopra. Da lì si vede una parte nascosta del locale, tra l'asse orizzontale del banco e quella perpendicolare di una trave di legno. &lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px Times New Roman"&gt;Ora allontanatevi, ed osservatela nell'angolazione perfetta in cui riuscite ad avere lei di fronte a voi e l'oggetto del suo sguardo alla vostra destra. &lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px Times New Roman"&gt;Sorride e guarda davanti a sé. E ciò che guarda è semplice e complicato come la vita stessa. Sorride e il suo sorriso ci porta due metri più in là, verso una giovane coppia di fidanzati, seduta in un grosso tavolo di amici baccanti. Avranno sì e no ventitrè anni. Lei sembra una bambina, nei suoi abiti semplici, nei capelli raccolti, nel piccolo viso pulito. Lui, ha negli occhi la luce di chi non ha ancora visto niente ma che in fondo niente gli importa vedere. Si amano, è innegabile. Senza trucchi, senza inganni. E più li guardi e più capisci il sorriso della caposala. La musica sembra abbassarsi, il rumore tende a sopirsi, l'atmosfera si rende appositamente sospesa. Lui le accarezza il viso, lei chiude gli occhi. E' felice. Sono felici. Poi lei lo bacia sul collo e lì rimangono, per un tempo incalcolabile. Forse vicino all'eternità. Non c'è più rumore ora, il tempo si è fermato attorno a loro. Noi, la caposala, il mondo intero. Finchè i due si ricordano di trovarsi in compagnia, e allora riprendono la propria postura e bevono dal bicchiere di fronte a loro. &lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px Times New Roman"&gt;Ed è qui che che la stanza riesplode di suoni, di voci, di chiacchiere e di minuti a correre lontani.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px Times New Roman"&gt;La caposala prende in mano il suo taccuino con la penna e si gira verso la sala piena di gente. Ha uno sguardo indecifrabile sul volto, ma ancora sorride. Chissà che cosa le si sarà mosso, dentro.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px Times New Roman; min-height: 15.0px"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/31008560-4143642462475871842?l=la-tela-di-penelope.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://la-tela-di-penelope.blogspot.com/feeds/4143642462475871842/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=31008560&amp;postID=4143642462475871842&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31008560/posts/default/4143642462475871842'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31008560/posts/default/4143642462475871842'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://la-tela-di-penelope.blogspot.com/2009/10/un-venerdi-sera-qualsiasi.html' title='Un venerdì sera qualsiasi.'/><author><name>écrivainne</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09735494339574174756</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='30' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_fSL2AlOtwKQ/SvWPxdz6gWI/AAAAAAAAACA/wqw9GLq0zYk/S220/MyPicture.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-31008560.post-3623576874928363995</id><published>2009-10-31T19:03:00.000+01:00</published><updated>2009-10-31T19:04:26.798+01:00</updated><title type='text'>Eterna Presenza</title><content type='html'>&lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Lucida Grande; color: #333333"&gt;Non importa che non ti abbia,&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Lucida Grande; color: #333333"&gt;non importa che non ti veda.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Lucida Grande; color: #333333"&gt;Prima ti abbracciavo,&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Lucida Grande; color: #333333"&gt;prima ti guardavo,&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Lucida Grande; color: #333333"&gt;ti cercavo tutta,&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Lucida Grande; color: #333333"&gt;ti desideravo intera.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Lucida Grande; color: #333333"&gt;Oggi non chiedo più né alle mani, né agli occhi, le ultime prove.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Lucida Grande; color: #333333"&gt;Di starmi accanto ti chiedevo prima,&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Lucida Grande; color: #333333"&gt;sì, vicino a me, sì,sì, però lì fuori.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Lucida Grande; color: #333333"&gt;E mi accontentavo di sentire che le tue mani mi davano le tue mani,&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Lucida Grande; color: #333333"&gt;che ai miei occhi assicuravano presenza.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Lucida Grande; color: #333333"&gt;Quello che ti chiedo adesso è di più, &lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Lucida Grande; color: #333333"&gt;molto di più,&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Lucida Grande; color: #333333"&gt;che bacio o sguardo: &lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Lucida Grande; color: #333333"&gt;è che tu stia più vicina a me, &lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Lucida Grande; color: #333333"&gt;dentro.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Lucida Grande; color: #333333"&gt;Come il vento è invisibile, &lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Lucida Grande; color: #333333"&gt;pur dandola sua vita alla candela.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Lucida Grande; color: #333333"&gt;Come la luce è quieta, &lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Lucida Grande; color: #333333"&gt;fissa, immobile,fungendo da centro &lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Lucida Grande; color: #333333"&gt;che non vacilla mai &lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Lucida Grande; color: #333333"&gt;al tremulo corpo di fiamma che trema.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Lucida Grande; color: #333333"&gt;Come è la stella, &lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Lucida Grande; color: #333333"&gt;presente e sicura,&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Lucida Grande; color: #333333"&gt;senza voce e senza tatto,&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Lucida Grande; color: #333333"&gt;nel cuore aperto, sereno, del lago.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Lucida Grande; color: #333333"&gt;Quello che ti chiedo è solo che tu sia anima della mia anima,&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Lucida Grande; color: #333333"&gt;sangue del mio sangue&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Lucida Grande; color: #333333"&gt;dentro le vene. &lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Lucida Grande; color: #333333"&gt;Che tu stia in me come il cuore mio che mai vedrò, &lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Lucida Grande; color: #333333"&gt;toccherò e i cui battiti non si stancano mai di darmi la mia vita &lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Lucida Grande; color: #333333"&gt;fino a quando morirò.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Lucida Grande; color: #333333"&gt;Come lo scheletro, &lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Lucida Grande; color: #333333"&gt;il segreto profondo del mio essere, &lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Lucida Grande; color: #333333"&gt;che solo mi vedrà la terra,&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Lucida Grande; color: #333333"&gt;però che in vita è quello che si incarica di sostenere il mio peso,&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Lucida Grande; color: #333333"&gt;di carne e di sogno, &lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Lucida Grande; color: #333333"&gt;di gioia e di dolore&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Lucida Grande; color: #333333"&gt;misteriosamente &lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Lucida Grande; color: #333333"&gt;senza che ci siano occhi che mai lo vedano.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Lucida Grande; color: #333333"&gt;Quello che ti chiedo è che la corporea passeggera assenza,&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Lucida Grande; color: #333333"&gt;non sia per noi dimenticanza,&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Lucida Grande; color: #333333"&gt;né fuga, né mancanza: &lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Lucida Grande; color: #333333"&gt;ma che sia per me possessione totale dell'anima lontana,&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Lucida Grande; color: #333333"&gt;eterna presenza.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Lucida Grande; color: #333333; min-height: 16.0px"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Lucida Grande; color: #333333"&gt;Pedro Salinas&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/31008560-3623576874928363995?l=la-tela-di-penelope.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://la-tela-di-penelope.blogspot.com/feeds/3623576874928363995/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=31008560&amp;postID=3623576874928363995&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31008560/posts/default/3623576874928363995'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31008560/posts/default/3623576874928363995'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://la-tela-di-penelope.blogspot.com/2009/10/eterna-presenza.html' title='Eterna Presenza'/><author><name>écrivainne</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09735494339574174756</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='30' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_fSL2AlOtwKQ/SvWPxdz6gWI/AAAAAAAAACA/wqw9GLq0zYk/S220/MyPicture.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-31008560.post-7755593755204002932</id><published>2009-02-21T13:58:00.003+01:00</published><updated>2009-02-21T15:07:07.259+01:00</updated><title type='text'>Dramma di Distanze</title><content type='html'>Non ero emozionata. O almeno non lo ero fino al suo arrivo. &lt;div&gt;Lui è uno di quelli che ti cambia la vita. Non so se avete presente. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Ti siedi ad una delle sue lezioni, e quando ti rialzi sai che qualcosa dentro di te è mutato. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Io mi sedevo, lo ascoltavo parlare d'arte e di poesia e filosofia e di vita, e magari ero anche capace di commuovermi. Piangevo. Non è una cosa normale, chiaro. Ma non potevo farne a meno. I miei appunti erano pieni di aforismi e di storie che lui ci raccontava e che io facevo mie. Fisico longilineo, sguardo pungente, mani da pianista, eleganza perfetta. Il tipo di persona che se te la ritrovi davanti, con tutti i suoi settant'anni, facile che provi persino un pò di paura. No, non paura. Timore. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Perché quello che sai è che lui di arte ne ha vista tanta, e a te un pò ti ha cambiato.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Quindi il tipo di timore che si può provare di fronte a qualcosa o a qualcuno di cui hai una stima innata. Spontanea. Viva.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Per cui dicevo...non ero emozionata. Era solo una piccola mostra per pochi adepti. Niente di grandioso, ma pur sempre una mostra. C'era persino il mio nome sul volantino.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Poi è arrivato lui. Non sapevo che sarebbe venuto.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Elegante nel suo completo grigio, ha fatto il giro dell'esposizione finendo sul mio lavoro. Non era uno dei miei migliori, ma sicuramente uno dei più intimi.  &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Lo costeggiavo, standogli a debita distanza. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Dovevate sentire il chiasso dei miei pensieri allora.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Lui, le braccia incrociate sul petto, le gambe leggermente asimmetriche, guardava il mio video. Con il suo sguardo attento. Preciso.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Io, con il mio bicchiere di vino in mano, passeggiavo tra la gente, con gli occhi fissi su di lui e pregavo, perché gli piacesse o almeno perché stesse zitto in caso contrario.  &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Poi senza dire niente si è avvicinato all'organizzatore. Gli ha detto qualcosa indicando il video. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;L'organizzatore gli ha detto il mio nome e mi ha cercata, in mezzo alla folla. Sono io, deve aver urlato il mio pensiero, perché alla fine mi ha trovata.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Lui mi ha sorriso. Ed io ho pensato che forse avrei fatto bene a mollare tutto e ad andare in Burundi a raccogliere i limoni. O in una piantagione di caffè, a separare i chicchi. Ma pensavo anche "dimmi qualcosa, qualcosa che mi faccia cambiare idea sui limoni e sul caffè, qualcosa che mi dia il coraggio di continuare, qualcosa che mi faccia capire che è davvero questa la mia strada. Dimmelo, ti prego".&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Poi la serata è continuata, con tanto di cena e spettacolo teatrale  ed io mi sono un pò svanita in altri pensieri. Ma con la coda dell'occhio non lo perdevo un attimo, lui, sempre un pò in disparte, addossato ai muri, lontano dalla tavolata, ad osservare gli umani intenti.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Un attimo e non c'era più.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Peccato, mi sono detta.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Così faccio il giro del tavolo e lo incrocio. Non se n'era andato.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Mi saluta, con un sorriso che ricambio. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Ed è allora che mi prende per una spalla e mi ferma, avvicinandosi a me, per sussurrarmi nell'orecchio una cosa che non potrà mai togliermi nessuno. Una cosa che sarà mia e mia per sempre. Una cosa che ha di colpo allontanato le piantagioni africane dalla mia vita. Una cosa che mi ha a suo modo cambiata.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;"Sei brava. Il tuo lavoro mi è piaciuto" ha detto, quasi fosse un segreto tra di noi.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Poi se n'è andato, defilandosi tra la gente. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Doveva essere idiota il sorriso che avevo. Idiota, ma bellissimo. Bellissimo.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;"Grazie" ho detto con un filo di voce. Grazie.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/31008560-7755593755204002932?l=la-tela-di-penelope.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://la-tela-di-penelope.blogspot.com/feeds/7755593755204002932/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=31008560&amp;postID=7755593755204002932&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31008560/posts/default/7755593755204002932'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31008560/posts/default/7755593755204002932'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://la-tela-di-penelope.blogspot.com/2009/02/dramma-di-distanze.html' title='Dramma di Distanze'/><author><name>écrivainne</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09735494339574174756</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='30' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_fSL2AlOtwKQ/SvWPxdz6gWI/AAAAAAAAACA/wqw9GLq0zYk/S220/MyPicture.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-31008560.post-4701610947122480647</id><published>2009-01-21T02:26:00.001+01:00</published><updated>2009-01-21T02:28:13.479+01:00</updated><title type='text'>Date cibo agli affamati</title><content type='html'>Potessi tornare&lt;div&gt;Tornerei&lt;/div&gt;&lt;div&gt;A quel vasto banchetto&lt;/div&gt;&lt;div&gt;privato&lt;/div&gt;&lt;div&gt;che preparasti un giorno&lt;/div&gt;&lt;div&gt;solo per me&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Per godere ancora dell'ego dei giusti&lt;/div&gt;&lt;div&gt;e tenermelo così stretto in pancia.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/31008560-4701610947122480647?l=la-tela-di-penelope.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://la-tela-di-penelope.blogspot.com/feeds/4701610947122480647/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=31008560&amp;postID=4701610947122480647&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31008560/posts/default/4701610947122480647'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31008560/posts/default/4701610947122480647'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://la-tela-di-penelope.blogspot.com/2009/01/date-cibo-agli-affamati.html' title='Date cibo agli affamati'/><author><name>écrivainne</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09735494339574174756</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='30' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_fSL2AlOtwKQ/SvWPxdz6gWI/AAAAAAAAACA/wqw9GLq0zYk/S220/MyPicture.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-31008560.post-2653478536761655582</id><published>2008-12-26T10:03:00.001+01:00</published><updated>2008-12-26T10:03:57.004+01:00</updated><title type='text'>Aria</title><content type='html'>Sento Puzza Di Bruciato&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/31008560-2653478536761655582?l=la-tela-di-penelope.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://la-tela-di-penelope.blogspot.com/feeds/2653478536761655582/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=31008560&amp;postID=2653478536761655582&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31008560/posts/default/2653478536761655582'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31008560/posts/default/2653478536761655582'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://la-tela-di-penelope.blogspot.com/2008/12/aria.html' title='Aria'/><author><name>écrivainne</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09735494339574174756</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='30' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_fSL2AlOtwKQ/SvWPxdz6gWI/AAAAAAAAACA/wqw9GLq0zYk/S220/MyPicture.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-31008560.post-7589751995008393604</id><published>2008-10-27T20:08:00.002+01:00</published><updated>2008-10-27T20:11:10.130+01:00</updated><title type='text'>Guardami</title><content type='html'>Ora,&lt;br /&gt;in questa piccola stanza,&lt;br /&gt;al buio,&lt;br /&gt;farei l'amore con te.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un primo piano inatteso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Guardami.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sono qui.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/31008560-7589751995008393604?l=la-tela-di-penelope.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://la-tela-di-penelope.blogspot.com/feeds/7589751995008393604/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=31008560&amp;postID=7589751995008393604&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31008560/posts/default/7589751995008393604'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31008560/posts/default/7589751995008393604'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://la-tela-di-penelope.blogspot.com/2008/10/guardami.html' title='Guardami'/><author><name>écrivainne</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09735494339574174756</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='30' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_fSL2AlOtwKQ/SvWPxdz6gWI/AAAAAAAAACA/wqw9GLq0zYk/S220/MyPicture.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-31008560.post-7583284816277168194</id><published>2008-09-11T15:34:00.001+02:00</published><updated>2008-09-11T15:36:00.411+02:00</updated><title type='text'>Bolle di sapone</title><content type='html'>Bugie&lt;div&gt;Che come splendide favole&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Ho raccontato a me stessa&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/31008560-7583284816277168194?l=la-tela-di-penelope.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://la-tela-di-penelope.blogspot.com/feeds/7583284816277168194/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=31008560&amp;postID=7583284816277168194&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31008560/posts/default/7583284816277168194'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31008560/posts/default/7583284816277168194'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://la-tela-di-penelope.blogspot.com/2008/09/bolle-di-sapone.html' title='Bolle di sapone'/><author><name>écrivainne</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09735494339574174756</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='30' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_fSL2AlOtwKQ/SvWPxdz6gWI/AAAAAAAAACA/wqw9GLq0zYk/S220/MyPicture.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-31008560.post-4140628947519963212</id><published>2008-05-25T23:56:00.006+02:00</published><updated>2008-05-26T00:24:56.159+02:00</updated><title type='text'>CAPITOLO PRIMO- intro -</title><content type='html'>Il cinese guardò la donna, senza dire niente. Lei leggeva e giocherellava con una gomma da masticare, tenendo la bocca semiaperta. Tipico suo. Lo faceva di continuo.&lt;div&gt;Era enorme, un gigantesco rotolo di zucchero filato rosa che si stagliava sulle pareti di velluto.&lt;div&gt;Aveva quasi paura a chiederle cosa ne pensava. La sua espressione non tradiva di certo un qualunque pensiero. Si era truccata molto quella sera. Non che non lo fosse nelle altre occasioni in cui si erano visti, ma sembrava avere così tanto mascara sugli occhi e rossetto sulle labbra da sembrare un fenomeno da circo. &lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: italic;"&gt;La donna cannone che fa anche il clown, quando manca il clown.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;"Come si chiama?" gli chiese senza guardarlo.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Il cinese si sentiva sempre un pò a disagio in quel posto, pieno di porte, di specchi e di velluto vermiglio. Quando usciva gli sembrava di ricominciare a respirare. Quasi fosse stato in apnea. Eppure ogni settimana tornava da lei e non mancava mai di completare al meglio il suo lavoro.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;"Maya, penso. Ma non ho ancora capito con esattezza se...".&lt;/div&gt;&lt;div&gt;"Maya ..." lo interruppe lei "Non male".&lt;/div&gt;&lt;div&gt;La cicciona piegò la lettera in quattro e la mise sul tavolo, di fronte al cinese. Aveva le unghie lunghe, laccate di fuxia. Lo fissava dal suo metro e ottanta.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Lui non vedeva l'ora di andarsene. Ma non era sempre stato così.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;"Avrai i tuoi soldi quando avrai finito il lavoro. Come al solito. Ora vattene. Ho da fare" gli disse slacciandosi la vestaglia di satin rosa e scoprendo il suo poderoso seno matriarcale.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Il cinese si inchinò, come gli avevano insegnato i suoi genitori, unendo lievemente le mani. Segno di commiato e di cortesia.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;"A presto" le disse senza guardarla in volto. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Lei sparì chiudendo la porta alle sue spalle, e lui se ne andò dall'ingresso principale, tirando un  profondo respiro di sollievo. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;"Sono fuori. Un'altra volta" pensò.&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/31008560-4140628947519963212?l=la-tela-di-penelope.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://la-tela-di-penelope.blogspot.com/feeds/4140628947519963212/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=31008560&amp;postID=4140628947519963212&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31008560/posts/default/4140628947519963212'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31008560/posts/default/4140628947519963212'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://la-tela-di-penelope.blogspot.com/2008/05/capitolo-primo-intro.html' title='CAPITOLO PRIMO- intro -'/><author><name>écrivainne</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09735494339574174756</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='30' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_fSL2AlOtwKQ/SvWPxdz6gWI/AAAAAAAAACA/wqw9GLq0zYk/S220/MyPicture.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-31008560.post-6144504129733657455</id><published>2008-05-19T22:13:00.001+02:00</published><updated>2008-05-19T22:13:38.746+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>Ci sono giorni che non si staccano dalle pareti.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/31008560-6144504129733657455?l=la-tela-di-penelope.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://la-tela-di-penelope.blogspot.com/feeds/6144504129733657455/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=31008560&amp;postID=6144504129733657455&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31008560/posts/default/6144504129733657455'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31008560/posts/default/6144504129733657455'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://la-tela-di-penelope.blogspot.com/2008/05/ci-sono-giorni-che-non-si-staccano.html' title=''/><author><name>écrivainne</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09735494339574174756</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='30' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_fSL2AlOtwKQ/SvWPxdz6gWI/AAAAAAAAACA/wqw9GLq0zYk/S220/MyPicture.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-31008560.post-8986781694921249637</id><published>2008-05-18T15:38:00.000+02:00</published><updated>2008-05-18T15:39:05.933+02:00</updated><title type='text'>-oggi-</title><content type='html'>Un drappo nero si muove nel vento.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/31008560-8986781694921249637?l=la-tela-di-penelope.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://la-tela-di-penelope.blogspot.com/feeds/8986781694921249637/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=31008560&amp;postID=8986781694921249637&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31008560/posts/default/8986781694921249637'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31008560/posts/default/8986781694921249637'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://la-tela-di-penelope.blogspot.com/2008/05/oggi.html' title='-oggi-'/><author><name>écrivainne</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09735494339574174756</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='30' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_fSL2AlOtwKQ/SvWPxdz6gWI/AAAAAAAAACA/wqw9GLq0zYk/S220/MyPicture.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-31008560.post-176853209709582154</id><published>2008-05-15T14:09:00.001+02:00</published><updated>2008-05-15T14:35:23.828+02:00</updated><title type='text'>Haiku</title><content type='html'>Le braci giacciono sotto la cenere.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/31008560-176853209709582154?l=la-tela-di-penelope.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://la-tela-di-penelope.blogspot.com/feeds/176853209709582154/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=31008560&amp;postID=176853209709582154&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31008560/posts/default/176853209709582154'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31008560/posts/default/176853209709582154'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://la-tela-di-penelope.blogspot.com/2008/05/haiku.html' title='Haiku'/><author><name>écrivainne</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09735494339574174756</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='30' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_fSL2AlOtwKQ/SvWPxdz6gWI/AAAAAAAAACA/wqw9GLq0zYk/S220/MyPicture.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-31008560.post-2795880830825697844</id><published>2008-05-08T19:24:00.001+02:00</published><updated>2008-05-08T19:26:24.438+02:00</updated><title type='text'>Discorso indiretto</title><content type='html'>- Che c'è?&lt;br /&gt;- C'è che non è facile avere semplici desideri ed aspirazioni complicate.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/31008560-2795880830825697844?l=la-tela-di-penelope.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://la-tela-di-penelope.blogspot.com/feeds/2795880830825697844/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=31008560&amp;postID=2795880830825697844&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31008560/posts/default/2795880830825697844'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31008560/posts/default/2795880830825697844'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://la-tela-di-penelope.blogspot.com/2008/05/discorso-indiretto.html' title='Discorso indiretto'/><author><name>écrivainne</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09735494339574174756</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='30' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_fSL2AlOtwKQ/SvWPxdz6gWI/AAAAAAAAACA/wqw9GLq0zYk/S220/MyPicture.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-31008560.post-3296107326045888904</id><published>2008-04-14T07:52:00.002+02:00</published><updated>2008-04-14T07:54:28.069+02:00</updated><title type='text'>Dal dizionario</title><content type='html'>&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: bold;"&gt;Serenità&lt;/span&gt;: stato di calma; assenza di dolore. di preoccupazioni.&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/31008560-3296107326045888904?l=la-tela-di-penelope.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://la-tela-di-penelope.blogspot.com/feeds/3296107326045888904/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=31008560&amp;postID=3296107326045888904&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31008560/posts/default/3296107326045888904'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31008560/posts/default/3296107326045888904'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://la-tela-di-penelope.blogspot.com/2008/04/dal-dizionario.html' title='Dal dizionario'/><author><name>écrivainne</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09735494339574174756</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='30' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_fSL2AlOtwKQ/SvWPxdz6gWI/AAAAAAAAACA/wqw9GLq0zYk/S220/MyPicture.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-31008560.post-8732149402930557419</id><published>2008-02-18T17:52:00.003+01:00</published><updated>2008-02-18T17:55:11.561+01:00</updated><title type='text'>"Dello spirituale nell'arte"</title><content type='html'>"Ogni nuova bellezza appare informe, perché in essa non c'è immagine del passato: è deforme. E per questo vengono sempre malvisti coloro che devono cercare e trovare la nuova bellezza".&lt;div&gt;                                                                                                                              Kandinskij&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/31008560-8732149402930557419?l=la-tela-di-penelope.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://la-tela-di-penelope.blogspot.com/feeds/8732149402930557419/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=31008560&amp;postID=8732149402930557419&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31008560/posts/default/8732149402930557419'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31008560/posts/default/8732149402930557419'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://la-tela-di-penelope.blogspot.com/2008/02/dello-spirituale-nellarte.html' title='&quot;Dello spirituale nell&apos;arte&quot;'/><author><name>écrivainne</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09735494339574174756</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='30' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_fSL2AlOtwKQ/SvWPxdz6gWI/AAAAAAAAACA/wqw9GLq0zYk/S220/MyPicture.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-31008560.post-3396467789829437598</id><published>2008-01-17T10:01:00.000+01:00</published><updated>2008-12-11T00:34:31.495+01:00</updated><title type='text'>Questa notte</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_fSL2AlOtwKQ/R48c2QXcBTI/AAAAAAAAABs/rCST_tiSGOA/s1600-h/Foto+336.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://3.bp.blogspot.com/_fSL2AlOtwKQ/R48c2QXcBTI/AAAAAAAAABs/rCST_tiSGOA/s200/Foto+336.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5156371816794293554" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Questa notte ho sognato di avere fame...e l'unica cosa che ho trovato è stato un barattolo di ciliegie candite pieno di formiche, che stavano banchettando al posto mio. &lt;div&gt;Così mi sono tenuta la fame.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/31008560-3396467789829437598?l=la-tela-di-penelope.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://la-tela-di-penelope.blogspot.com/feeds/3396467789829437598/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=31008560&amp;postID=3396467789829437598&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31008560/posts/default/3396467789829437598'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31008560/posts/default/3396467789829437598'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://la-tela-di-penelope.blogspot.com/2008/01/questa-notte.html' title='Questa notte'/><author><name>écrivainne</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09735494339574174756</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='30' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_fSL2AlOtwKQ/SvWPxdz6gWI/AAAAAAAAACA/wqw9GLq0zYk/S220/MyPicture.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_fSL2AlOtwKQ/R48c2QXcBTI/AAAAAAAAABs/rCST_tiSGOA/s72-c/Foto+336.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-31008560.post-3841542469682030811</id><published>2007-12-21T13:28:00.000+01:00</published><updated>2007-12-21T13:29:45.009+01:00</updated><title type='text'>Untitled</title><content type='html'>"Certe volte gli esseri umani mi sfiniscono"&lt;div&gt;                                         Audrey Niffenegger&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/31008560-3841542469682030811?l=la-tela-di-penelope.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://la-tela-di-penelope.blogspot.com/feeds/3841542469682030811/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=31008560&amp;postID=3841542469682030811&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31008560/posts/default/3841542469682030811'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31008560/posts/default/3841542469682030811'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://la-tela-di-penelope.blogspot.com/2007/12/untitled.html' title='Untitled'/><author><name>écrivainne</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09735494339574174756</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='30' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_fSL2AlOtwKQ/SvWPxdz6gWI/AAAAAAAAACA/wqw9GLq0zYk/S220/MyPicture.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-31008560.post-1359581003238181401</id><published>2007-12-13T13:02:00.000+01:00</published><updated>2007-12-13T13:06:49.274+01:00</updated><title type='text'>Residui</title><content type='html'>Lei se ne sta ritta, di fronte allo specchio. Stringe in mano un coltello. E si guarda. Si guarda. Si guarda.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/31008560-1359581003238181401?l=la-tela-di-penelope.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://la-tela-di-penelope.blogspot.com/feeds/1359581003238181401/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=31008560&amp;postID=1359581003238181401&amp;isPopup=true' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31008560/posts/default/1359581003238181401'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31008560/posts/default/1359581003238181401'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://la-tela-di-penelope.blogspot.com/2007/12/residui.html' title='Residui'/><author><name>écrivainne</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09735494339574174756</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='30' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_fSL2AlOtwKQ/SvWPxdz6gWI/AAAAAAAAACA/wqw9GLq0zYk/S220/MyPicture.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-31008560.post-9091199890420696992</id><published>2007-11-27T13:09:00.000+01:00</published><updated>2007-11-27T13:11:03.658+01:00</updated><title type='text'>The silent alphabet</title><content type='html'>Tutto ciò che desidero è qui, accanto a me.&lt;div&gt;Eppur ne sento la mancanza...&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/31008560-9091199890420696992?l=la-tela-di-penelope.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://la-tela-di-penelope.blogspot.com/feeds/9091199890420696992/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=31008560&amp;postID=9091199890420696992&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31008560/posts/default/9091199890420696992'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31008560/posts/default/9091199890420696992'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://la-tela-di-penelope.blogspot.com/2007/11/silent-alphabet.html' title='The silent alphabet'/><author><name>écrivainne</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09735494339574174756</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='30' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_fSL2AlOtwKQ/SvWPxdz6gWI/AAAAAAAAACA/wqw9GLq0zYk/S220/MyPicture.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-31008560.post-1055562465094756577</id><published>2007-09-08T13:39:00.000+02:00</published><updated>2007-09-08T13:42:25.805+02:00</updated><title type='text'>Per mia sorella</title><content type='html'>"...io in realtà dovevo essere una farfalla notturna, ma poi c'è stato un errore, e così sono arrivata qui, ma non è esattamente qui che dovevano posarmi, e così adesso tutto è un pò difficile, è normale che tutto mi faccia male, devo avere molta pazienza e aspettare, è una cosa complicata si capisce, trasformare una farfalla in una donna..."&lt;br /&gt;A.B.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/31008560-1055562465094756577?l=la-tela-di-penelope.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://la-tela-di-penelope.blogspot.com/feeds/1055562465094756577/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=31008560&amp;postID=1055562465094756577&amp;isPopup=true' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31008560/posts/default/1055562465094756577'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31008560/posts/default/1055562465094756577'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://la-tela-di-penelope.blogspot.com/2007/09/per-mia-sorella.html' title='Per mia sorella'/><author><name>écrivainne</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09735494339574174756</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='30' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_fSL2AlOtwKQ/SvWPxdz6gWI/AAAAAAAAACA/wqw9GLq0zYk/S220/MyPicture.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-31008560.post-4598360363693487551</id><published>2007-08-03T19:37:00.000+02:00</published><updated>2007-08-03T19:39:13.460+02:00</updated><title type='text'>Delirio in grammi</title><content type='html'>Il mio corpo è un ponte, tra il maschile e il femminile, che se ne sta sospeso, tra quei due alti colonnati. Sarà quando avrai scoperto la storia del ponte, che potrò parlarti finalmente del fiume.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/31008560-4598360363693487551?l=la-tela-di-penelope.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://la-tela-di-penelope.blogspot.com/feeds/4598360363693487551/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=31008560&amp;postID=4598360363693487551&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31008560/posts/default/4598360363693487551'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31008560/posts/default/4598360363693487551'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://la-tela-di-penelope.blogspot.com/2007/08/delirio-in-grammi_2122.html' title='Delirio in grammi'/><author><name>écrivainne</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09735494339574174756</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='30' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_fSL2AlOtwKQ/SvWPxdz6gWI/AAAAAAAAACA/wqw9GLq0zYk/S220/MyPicture.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-31008560.post-7180300229910094589</id><published>2007-08-02T12:27:00.000+02:00</published><updated>2007-08-03T12:23:54.984+02:00</updated><title type='text'>Sottrazioni</title><content type='html'>Meglio evitare di tirare le somme, alle volte; e guardare fuori.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/31008560-7180300229910094589?l=la-tela-di-penelope.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://la-tela-di-penelope.blogspot.com/feeds/7180300229910094589/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=31008560&amp;postID=7180300229910094589&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31008560/posts/default/7180300229910094589'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31008560/posts/default/7180300229910094589'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://la-tela-di-penelope.blogspot.com/2007/08/agosto-2007.html' title='Sottrazioni'/><author><name>écrivainne</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09735494339574174756</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='30' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_fSL2AlOtwKQ/SvWPxdz6gWI/AAAAAAAAACA/wqw9GLq0zYk/S220/MyPicture.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-31008560.post-9056767677048642263</id><published>2007-07-09T11:06:00.000+02:00</published><updated>2007-07-09T11:11:57.343+02:00</updated><title type='text'>Le città invisibili</title><content type='html'>"L'inferno dei viventi non è qualcosa che sarà; se ce n'è uno, è quello che è già qui, l'inferno che abitiamo tutti i giorni, che formiamo stando insieme.&lt;br /&gt;Due modi ci sono per non soffrire. Il primo riesce facile a molti: accettare l'inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo più. Il secondo è rischioso ed esige attenzione ed apprendimento continui: cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all'inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio."&lt;br /&gt;Dalle città invisibili di Italo Calvino&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/31008560-9056767677048642263?l=la-tela-di-penelope.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://la-tela-di-penelope.blogspot.com/feeds/9056767677048642263/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=31008560&amp;postID=9056767677048642263&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31008560/posts/default/9056767677048642263'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31008560/posts/default/9056767677048642263'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://la-tela-di-penelope.blogspot.com/2007/07/le-citt-invisibili.html' title='Le città invisibili'/><author><name>écrivainne</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09735494339574174756</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='30' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_fSL2AlOtwKQ/SvWPxdz6gWI/AAAAAAAAACA/wqw9GLq0zYk/S220/MyPicture.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-31008560.post-3956844371605327208</id><published>2007-06-11T20:32:00.000+02:00</published><updated>2007-06-11T20:36:04.363+02:00</updated><title type='text'>Secondo pensiero della sera</title><content type='html'>E poi ti ricordi di averne conservata una fetta. E ringranzi un Dio, se sei fortunato da crederci, d'essere stato così previdente...e non la mangi, ma ti limiti ad osservarla...in attesa dell'intenso piacere di poterla assaggiare di nuovo...&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/31008560-3956844371605327208?l=la-tela-di-penelope.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://la-tela-di-penelope.blogspot.com/feeds/3956844371605327208/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=31008560&amp;postID=3956844371605327208&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31008560/posts/default/3956844371605327208'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31008560/posts/default/3956844371605327208'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://la-tela-di-penelope.blogspot.com/2007/06/secondo-pensiero-della-sera.html' title='Secondo pensiero della sera'/><author><name>écrivainne</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09735494339574174756</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='30' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_fSL2AlOtwKQ/SvWPxdz6gWI/AAAAAAAAACA/wqw9GLq0zYk/S220/MyPicture.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-31008560.post-4437125746728174772</id><published>2007-06-11T18:33:00.000+02:00</published><updated>2007-06-11T18:43:19.674+02:00</updated><title type='text'>Pensiero della sera</title><content type='html'>Una torta. La più spettacolare torta che avessi mai visto, con un profumo delizioso. Delizioso. Mai avuto l'onore di assaggiare qualcosa di simile. Era lì, solo per me e me la sono mangiata. Tutta.&lt;br /&gt;Alle volte penso che si dovrebbe avere il coraggio di lasciarne un pò, per il giorno successivo e per quello seguente ancora. Si dovrebbe essere così lucidi da riuscire a risparmiarla. Oppure si dovrebbe aver il fegato di andarcene con ancora quell'incredibile sapore in bocca e il profumo a veleggiare nelle narici. Abbandonare la meraviglia di una visione al culmine della sua potenza.&lt;br /&gt;Mi piacerebbe essere meno golosa, meno avida. Ma sono vittima del tempo, della passione e di me stessa.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/31008560-4437125746728174772?l=la-tela-di-penelope.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://la-tela-di-penelope.blogspot.com/feeds/4437125746728174772/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=31008560&amp;postID=4437125746728174772&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31008560/posts/default/4437125746728174772'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31008560/posts/default/4437125746728174772'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://la-tela-di-penelope.blogspot.com/2007/06/pensiero-della-sera.html' title='Pensiero della sera'/><author><name>écrivainne</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09735494339574174756</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='30' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_fSL2AlOtwKQ/SvWPxdz6gWI/AAAAAAAAACA/wqw9GLq0zYk/S220/MyPicture.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-31008560.post-3064410046877443720</id><published>2007-02-22T12:53:00.001+01:00</published><updated>2010-10-27T01:16:37.119+02:00</updated><title type='text'>Senza parole</title><content type='html'>Stamattina lezione di storia dell'arte, professor Corradini, anziano critico d'arte con poesia incorporata nell'animo. Tra un Picasso ed un Moreau, tira fuori dal cappello magico una storia, una delle tante storielle con cui ama condire le sue variegate lezioni: è tratta dalle "Cosmicomiche" di Calvino. Io ho l'ho sempre amato, Calvino, premetto. Da Marcovaldo sino a Una notte d'inverno un viaggiatore. Ha un che di francese, di Felliniano. Ha una fantasia inarrestabile e visionaria. Bene. Il professore, con gli occhi lucidi estrae dalla sua memoria la storia della moglie di un comandante, innamorata però del sordo della città. Una persona con qualcosa di meno, l'udito, ma nel contempo con qualcosa di più, la capacità di saltare sulla luna con una capriola e recuperare il cibo per la città, nient'altro che latte condensato, che consentirà a tutti di andare avanti fino al prossimo riavvicinamento satellitare. Ci va con una capriola, il sordo, e con una facilità che è di una bellezza sconcertante. Un secondo e lui è là, dove gli altri non sanno arrivare. Dunque dicevo, che la moglie del comandante se ne innamora follemente, non vede che lui, lui che invece non ha occhi che per la luna. Il sordo non la amerà mai se tutto il suo sguardo, se ogni sua attenzione si rivolgerà costantemente alla luna. Così lei aspetta e pensa, e quello che pensa è forse più bello, più triste, più perfetto delle capriole del suo amato: lei, decide di saltare sulla luna e di restarci, per sempre, cosicchè il sordo, guardando la luna, guarderà finalmente anche lei.&lt;br /&gt;Io sono rimasta senza parole.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/31008560-3064410046877443720?l=la-tela-di-penelope.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://la-tela-di-penelope.blogspot.com/feeds/3064410046877443720/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=31008560&amp;postID=3064410046877443720&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31008560/posts/default/3064410046877443720'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31008560/posts/default/3064410046877443720'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://la-tela-di-penelope.blogspot.com/2007/02/senza-parole.html' title='Senza parole'/><author><name>écrivainne</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09735494339574174756</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='30' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_fSL2AlOtwKQ/SvWPxdz6gWI/AAAAAAAAACA/wqw9GLq0zYk/S220/MyPicture.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-31008560.post-116791427842395109</id><published>2007-01-04T13:37:00.000+01:00</published><updated>2007-01-04T13:37:58.476+01:00</updated><title type='text'>Citando "I barbari" di Baricco</title><content type='html'>Riguardo alla nascita di Google: “(…) Quello a cui credevano erano i portali: una delle idee che ha fatto perdere più soldi negli ultimi dieci anni. Credevano cioè che tutti ci saremmo cercati un nostro fornitore di fiducia e a lui avremmo chiesto tutto: previsioni meteo, foto di Laetitia Casta nuda, news, musica, film e naturalmente anche la ricetta delle lasagne. Saremmo cioè entrati nell’immenso oceano del web scegliendo una porta particolare, a noi congeniale, che poi ci avrebbe indirizzato. Il portale, appunto. Oggi, pare, quasi nessuno si sogna di fare così. Non ci siamo cascati! (Spiegatemi perché dovrei farmi dire che tempo fa domani da Virgilio quando poso andare direttamente in un sito Meteo, senza dovermi sorbire tutta quell’altra paccottiglia: così abbiamo più o meno pensato.) Insomma, non ci credevano: e mentre spendevano cifre da capogiro per i portali, i motori di ricerca languivano, facendo acqua da tutte le parti, e aspettando il momento di sparire.&lt;br /&gt;Quel che successe, poi, fu che un paio di studenti dell’Università di Stanford, stufi di passare per Alta Vista perdendo il proprio tempo, pensarono che era giunta l’ora di inventare un motore di ricerca come dio comanda. Andarono dal loro professore e gli dissero che quella sarebbe stata la loro ricerca di dottorato. Molto interessante, disse lui, poi dovette aggiungere una cosa tipo E adesso, a parte gli scherzi, ditemi cosa avete in mente di fare. Non gli sfuggiva che per programmare un motore di ricerca bisognava, innanzitutto, scaricare l’intero web su un computer. Se non hai un mazzo di carte in mano, un mazzo con tutte le carte, non puoi inventare un gioco di bravura con cui trovarne una. Nel caso specifico si trattava di scaricare qualcosa come 300 milioni di pagine web. Ma in effetti non si sapeva nemmeno con esattezza fino a dove si spingesse il grande oceano, e tutti sapevano che ogni giorno disegnava spiagge nuove. Al prof. dovette apparire chiaro che quei due gli stavano proponendo di circumnavigare il globo su una vasca da bagno. La vasca da bagno era il computer assemblato che tenevano in garage. &lt;br /&gt;Io me lo vedo che si lascia andare contro lo schienale e allungando le gambe chiede con un sorrisetto da barone: Intendete per caso scaricare l’intero web?&lt;br /&gt;Lo stiamo già facendo, risposero loro.&lt;br /&gt;Applausi.”&lt;br /&gt; E pensare che io conosco una persona a cui manca tanto così (e sto facendo un segno piccolissimo), per compiere lo stesso identico miracolo. Solo che non lo sa ancora o forse gli manca il coraggio. Ma io sono certa che lo troverà. Presto.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/31008560-116791427842395109?l=la-tela-di-penelope.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://la-tela-di-penelope.blogspot.com/feeds/116791427842395109/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=31008560&amp;postID=116791427842395109&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31008560/posts/default/116791427842395109'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31008560/posts/default/116791427842395109'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://la-tela-di-penelope.blogspot.com/2007/01/citando-i-barbari-di-baricco.html' title='Citando &quot;I barbari&quot; di Baricco'/><author><name>écrivainne</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09735494339574174756</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='30' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_fSL2AlOtwKQ/SvWPxdz6gWI/AAAAAAAAACA/wqw9GLq0zYk/S220/MyPicture.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-31008560.post-116782965618464256</id><published>2007-01-03T14:07:00.000+01:00</published><updated>2007-01-03T14:07:36.233+01:00</updated><title type='text'>Untitled</title><content type='html'>Lunedì sera, pizzeria. Non una di quelle pizzerie moderne con i tavoli agghindati e i camerieri laccati, che ti fanno sentire giusto un po’ fuori dal mondo ma felice. No. Siamo andati in una di quelle, dove i camerieri mettono da bere dove gli capita e ti portano l’antipasto dopo il secondo. Alla buona, per intenderci. E in fondo buona, per capirci. Ci sediamo piuttosto isolati, in un tavolo da due. Entrambi non amiamo avere schiamazzi e pianti di bambini a portata di orecchio. Ci piace la tranquillità, ecco. Ci bastiamo noi due, per il momento. Sarà proprio per questo motivo che alla fine ci ritroviamo ogni volta circondati. Guarda te, il caso. Comunque, dicevo: dopo le ordinazioni arriva un’allegra famigliola, padre, madre e due figli piccoli. La più grande avrà avuto due anni, una bimba cicciotella, bionda, con la pelle molto chiara. Non una gran bellezza a dirla tutta. Diciamo che a vederla così già ti puoi immaginare come sarà da grande, e cioè piuttosto in difficoltà, impegnata a coltivare al meglio tutto quello su cui puntare con gli uomini, tutto quello che non concerne il suo aspetto fisico. Povera lei, penso io. Tutta suo padre, mi fa notare lui. È vero, gli somiglia molto. I risolini sommessi non mancano, questo c’è da dirlo. Ne sono dispiaciuta, chiaro, ma quella è una sacrosanta verità. I brutti bambini esistono. Non sono tutti belli. Nel frattempo, mentre noi mangiamo, la bambina allunga l’occhio verso la mia borsa. Dev’essergli sembrata il baule delle meraviglie, così strana ed eccentrica. Lo sembra ogni volta anche a me, figuriamoci ad un bambino. Così si avvicina, mi guarda e la tocca. “Posso?” sembra voler dire. Io sorrido e il mio sguardo dev’esserle sembrato piuttosto ambiguo. In effetti le sorrido e penso: “Non ci provare”. In tutto il tempo della nostra cena ci prova altre due volte. Stessa situazione, nulla di diverso: la mamma le dice di non toccare, la bambina scappa tra le sue braccia e io sorrido, un po’ infastidita. E poi il miracolo. Finita la cena ci alziamo e lei si butta ancora una volta sulla mia borsa. Io mi dico che se non l’avessimo presa in giro non sarebbe mai successo. Ne ho visti di bei bambini, ma nessuno mi ha mai degnato di uno sguardo. Quasi non gli servisse. Lei invece, mentre mi allacciavo il cappotto, ha preso per il manico la mia borsa e me l’ha allungata, porgendomela come fosse un regalo. Voleva vedere che meraviglie ci avevo nascosto e solo io, lei lo sapeva, potevo farle diventare realtà. Ma io l’ho solo ringraziata, così lei è andata a rifugiarsi nuovamente tra le braccia della mamma. Ed è stato allora che la vittima ha bloccato i “carnefici” in un istante di silenzio e di stupore. “Dai un bacio alla signorina” le dice il papà. Un bambino qualunque non si sarebbe mai sognato di avvicinarsi. Sarebbe rimasto al sicuro tra le braccia materne. Ma lei no. Lei ha allargato le braccia, bionda e bruttina, ha proteso la bocca e mi ha baciata, sulla guancia, e poi, non contenta ha voluto baciare anche lui, che stava centinaia di centimetri più in alto di lei, lasciandoci entrambi con in bocca uno strano sapore. Doveva essere l’intuito della vittima di fronte ai suoi carnefici, quello. Una cosa molto profonda e che devono aver inchiodato per bene sul fondo delle nostre coscienze collettive. Io, dalla mia, mi sono sentita un po’ così…in silenzio, un po’ sbigottita…non saprei dire di meglio. Magari, facciamo che ci penso su, e poi se mi viene , ve lo dico.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/31008560-116782965618464256?l=la-tela-di-penelope.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://la-tela-di-penelope.blogspot.com/feeds/116782965618464256/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=31008560&amp;postID=116782965618464256&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31008560/posts/default/116782965618464256'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31008560/posts/default/116782965618464256'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://la-tela-di-penelope.blogspot.com/2007/01/untitled.html' title='Untitled'/><author><name>écrivainne</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09735494339574174756</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='30' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_fSL2AlOtwKQ/SvWPxdz6gWI/AAAAAAAAACA/wqw9GLq0zYk/S220/MyPicture.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-31008560.post-116490652944777223</id><published>2006-11-30T18:08:00.000+01:00</published><updated>2006-11-30T18:08:50.290+01:00</updated><title type='text'>sottile</title><content type='html'>Sognatori.&lt;br /&gt;Aprite gli occhi.  &lt;br /&gt;E se quello che vedete non vi piace, allora, solo allora, richiudeteli. &lt;br /&gt;E continuate a sognare.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/31008560-116490652944777223?l=la-tela-di-penelope.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://la-tela-di-penelope.blogspot.com/feeds/116490652944777223/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=31008560&amp;postID=116490652944777223&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31008560/posts/default/116490652944777223'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31008560/posts/default/116490652944777223'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://la-tela-di-penelope.blogspot.com/2006/11/sottile.html' title='sottile'/><author><name>écrivainne</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09735494339574174756</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='30' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_fSL2AlOtwKQ/SvWPxdz6gWI/AAAAAAAAACA/wqw9GLq0zYk/S220/MyPicture.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-31008560.post-116480455744839352</id><published>2006-11-29T13:49:00.000+01:00</published><updated>2011-12-19T21:21:27.066+01:00</updated><title type='text'>Peppino S.</title><content type='html'>Milano. Ristorante da Peppino S.  Un nome, un programma. Mi ci hanno portata ed io non  ho fatto obiezioni. Grosso sbaglio. Se solo l’avessi saputo. &lt;br /&gt;Prima di entrare già m’immaginavo profumi caserecci e piatti abbondanti, forse più per la fame che per come si presentava, ad un primo sguardo, l’ingresso della trattoria. Poi sono entrata e un alone nero mi ha avvolta come un sacchetto della spazzatura. Immaginatevi il lato peggiore di un milanese, tic nervosi, fretta e maleducazione, condita con il peggio dell’essere meridionale, urla, cattivo gusto e conformità. Prendeteli e mescolateli. Ma neanche allora otterrete l’immagine del posto. Allora aprite lo sguardo sulla stanza centrale: tanti tavoli, forno a vista, cucina sul fondo. Fin qui niente di strano. Bene; ora alzate gli occhi sulle pareti e preparatevi ad un ondata agghiacciante di pelle d’oca. Non c’era uno spazio libero. Horror vacui, che più orribile non si può. Tutti i muri del ristorante erano tappezzati di fotografie di vip televisivi. Costantino, la Casalegno, le veline, qualche calciatore abbronzato. Credo che nemmeno le bambole di porcellana sedute al centro del letto, con i loro occhi di vetro, siano così kitchs. C’erano tutti, su quelle quattro pareti. Tutti gli idoli della mediocrità. E, ciliegina sulla torta, oliva nel Martini, San gennaro, abbracciato a due targhette autografate: Merola e D’Alessio. Orrore. Orrore. Orrore. &lt;br /&gt;E mi sono sentita, per fortuna, lontana anni luce, da quel posto, da quelle persone, da quelle foto. &lt;br /&gt;Ho mangiato in tempo record e me ne sono andata alla mostra di Serrano. &lt;br /&gt;E le sue fotografie non mi sono mai sembrate tanto belle.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/31008560-116480455744839352?l=la-tela-di-penelope.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://la-tela-di-penelope.blogspot.com/feeds/116480455744839352/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=31008560&amp;postID=116480455744839352&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31008560/posts/default/116480455744839352'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31008560/posts/default/116480455744839352'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://la-tela-di-penelope.blogspot.com/2006/11/peppino-strippoli.html' title='Peppino S.'/><author><name>écrivainne</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09735494339574174756</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='30' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_fSL2AlOtwKQ/SvWPxdz6gWI/AAAAAAAAACA/wqw9GLq0zYk/S220/MyPicture.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-31008560.post-116368134480293501</id><published>2006-11-16T13:49:00.000+01:00</published><updated>2006-11-16T13:49:04.846+01:00</updated><title type='text'>Aforisma</title><content type='html'>Si fa fatica a comprendere l’irrazionale. Ci si perde la ragione, alle volte.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/31008560-116368134480293501?l=la-tela-di-penelope.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://la-tela-di-penelope.blogspot.com/feeds/116368134480293501/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=31008560&amp;postID=116368134480293501&amp;isPopup=true' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31008560/posts/default/116368134480293501'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31008560/posts/default/116368134480293501'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://la-tela-di-penelope.blogspot.com/2006/11/aforisma.html' title='Aforisma'/><author><name>écrivainne</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09735494339574174756</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='30' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_fSL2AlOtwKQ/SvWPxdz6gWI/AAAAAAAAACA/wqw9GLq0zYk/S220/MyPicture.jpg'/></author><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-31008560.post-116308048783845946</id><published>2006-11-09T14:54:00.000+01:00</published><updated>2006-11-09T14:54:47.930+01:00</updated><title type='text'>Informativa</title><content type='html'>Scusa il momentaneo assenteismo su questo blog caro lettore. Sto scrivendo poco ultimamente. Sarà che in questo periodo sto lavorando sul tema dell'assenza. Ma tornerò presto. Questo è certo. Non manco mai ai miei piaceri.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/31008560-116308048783845946?l=la-tela-di-penelope.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://la-tela-di-penelope.blogspot.com/feeds/116308048783845946/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=31008560&amp;postID=116308048783845946&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31008560/posts/default/116308048783845946'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31008560/posts/default/116308048783845946'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://la-tela-di-penelope.blogspot.com/2006/11/informativa.html' title='Informativa'/><author><name>écrivainne</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09735494339574174756</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='30' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_fSL2AlOtwKQ/SvWPxdz6gWI/AAAAAAAAACA/wqw9GLq0zYk/S220/MyPicture.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-31008560.post-116143625840479399</id><published>2006-10-21T15:10:00.000+02:00</published><updated>2006-10-21T15:10:58.416+02:00</updated><title type='text'>CALLAHALLA (calla-h-alla), definizione di un sentore</title><content type='html'>Sentimento associato al benessere psicofisico che oltrepassa il comune senso dell'amore. Effetti: estasi continuativa, risate da beota, tremori, batticuore (un casino), voglia di tenerezza (dare e avere), sintonia degli animi, alchimia contemplativa che scaturisce da un interscambio di sguardi profondi e intensi. Provoca un irrefrenabile desiderio di baci e abbracci. Il cibo sembra essere l'unico rimedio per separare temporaneamente gli affetti dal callahalla. Generalmente tale sensazione conduce gli affetti dal sintomo, ad un reciproco interscambio di effusioni sotto (e sopra) le lenzuola (o in altri posti più o meno ameni) con intensa soddisfazione per ambo le parti.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/31008560-116143625840479399?l=la-tela-di-penelope.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://la-tela-di-penelope.blogspot.com/feeds/116143625840479399/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=31008560&amp;postID=116143625840479399&amp;isPopup=true' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31008560/posts/default/116143625840479399'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31008560/posts/default/116143625840479399'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://la-tela-di-penelope.blogspot.com/2006/10/callahalla-calla-h-alla-definizione-di.html' title='CALLAHALLA (calla-h-alla), definizione di un sentore'/><author><name>écrivainne</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09735494339574174756</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='30' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_fSL2AlOtwKQ/SvWPxdz6gWI/AAAAAAAAACA/wqw9GLq0zYk/S220/MyPicture.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-31008560.post-116125885860597054</id><published>2006-10-19T13:54:00.000+02:00</published><updated>2006-10-19T13:54:19.150+02:00</updated><title type='text'>M&amp;Y</title><content type='html'>Certe cose non permettono alle parole di essere descritte.&lt;br /&gt;Sono come una specie di segreto, godibile da una piccola oligarchia di prescelti.&lt;br /&gt;Certe cose. &lt;br /&gt;Roba da restarci secchi.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/31008560-116125885860597054?l=la-tela-di-penelope.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://la-tela-di-penelope.blogspot.com/feeds/116125885860597054/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=31008560&amp;postID=116125885860597054&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31008560/posts/default/116125885860597054'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31008560/posts/default/116125885860597054'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://la-tela-di-penelope.blogspot.com/2006/10/my.html' title='M&amp;Y'/><author><name>écrivainne</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09735494339574174756</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='30' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_fSL2AlOtwKQ/SvWPxdz6gWI/AAAAAAAAACA/wqw9GLq0zYk/S220/MyPicture.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-31008560.post-116099037654542289</id><published>2006-10-16T11:19:00.000+02:00</published><updated>2006-10-16T11:19:36.546+02:00</updated><title type='text'>Venezia (intermezzo)</title><content type='html'>Paesaggi che scorrono&lt;br /&gt;Da dietro le nostre spalle&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Parole che come palloncini &lt;br /&gt;Se ne stanno sospese nello spazio tra le nostre teste&lt;br /&gt;O concentrate nell�incrocio delle mani&lt;br /&gt;Quasi fossero una singola preghiera&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Immagini&lt;br /&gt;Che insolenti&lt;br /&gt;Cercano di farsi strada all�interno delle nostre menti&lt;br /&gt;Ignare di aver a che fare&lt;br /&gt;Con un unico&lt;br /&gt;Grande occhio&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vediamo le stesse cose&lt;br /&gt;Io e te&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/31008560-116099037654542289?l=la-tela-di-penelope.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://la-tela-di-penelope.blogspot.com/feeds/116099037654542289/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=31008560&amp;postID=116099037654542289&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31008560/posts/default/116099037654542289'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31008560/posts/default/116099037654542289'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://la-tela-di-penelope.blogspot.com/2006/10/venezia-intermezzo.html' title='Venezia (intermezzo)'/><author><name>écrivainne</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09735494339574174756</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='30' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_fSL2AlOtwKQ/SvWPxdz6gWI/AAAAAAAAACA/wqw9GLq0zYk/S220/MyPicture.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-31008560.post-116099026619800227</id><published>2006-10-16T11:17:00.000+02:00</published><updated>2006-10-16T11:17:46.833+02:00</updated><title type='text'>Venezia (preludio)</title><content type='html'>Ho rivisto Venezia, dopo tanti anni. Strana cosa, davvero. La città intendo. &lt;br /&gt;Le svariate volte che ci sono stata, non mi sono mai permessa di goderne appieno gli omaggi. Quasi fosse un peccato stare a contemplarla. Uno, sei, otto anni fa, ho sorvolato Venezia timorosa di provare la sensazione di smarrimento che queste mura addossate tra loro e in bilico sul mare, sono capaci di donare alle anime terrene. Ed io ero un’anima terrena. Perdimento, sospensione, lieve mancanza di equilibrio. Tutte cose che non volevo sentire poiché non mi sarebbero state d’aiuto. C’era troppa terra dentro di me. Avevo paura si bagnasse. &lt;br /&gt;Così, ci andavo in punta di piedi, veloce uccello migratore, per visitare una particolare mostra e nulla più, quasi infastidita che quell’artista avesse scelto proprio Venezia tra tutte le città possibili. Ed ogni singola volta me ne sono tornata a casa con lo stesso dramma nel petto: cosa fa di questa città un incontestato spazio ricco di fascino e magia, in cui la realtà è sottilmente differente da qualsiasi altra città? Cosa spinge, ogni giorno, migliaia di turisti proprio lì?&lt;br /&gt;È chiaro che una risposta non l’avevo. &lt;br /&gt;Ora, come ho già detto, ci sono tornata. Un po’ preoccupata in verità. Temevo di riprovare le stesse sensazioni che avevo provato anni addietro. &lt;br /&gt;Ebbene mi sbagliavo. Non appena ho appoggiato i piedi sul suolo veneziano, ho sentito qualcosa che non mi era mai capitato di percepire fino a quel momento. È difficile da spiegare.&lt;br /&gt;Sono molte le immagini che mi vengono in mente, ma nessuna si avvicina tanto da essere menzionata. Semplicemente mi sono addentrata.&lt;br /&gt;Non mi sono sentita più terra. Ecco, non più terra, ma acqua. &lt;br /&gt;Non ho avuto il timore di perdere l’equilibrio, ma ho percepito il desiderio di tuffarmi in quel vasto mare. Di diventarne parte. Di vedere Venezia come la vedono i pesci.&lt;br /&gt;Lo ammetto: le mezze misure non sono il mio forte. Però ora, Venezia l’ho capita.&lt;br /&gt;Ed ho il netto sentore che qualcosa mi abbia aiutata. Qualcosa come una forte stretta di mano a sorreggere i pensieri, e la dolcezza di un treno a spargerli nell’aria.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/31008560-116099026619800227?l=la-tela-di-penelope.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://la-tela-di-penelope.blogspot.com/feeds/116099026619800227/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=31008560&amp;postID=116099026619800227&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31008560/posts/default/116099026619800227'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31008560/posts/default/116099026619800227'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://la-tela-di-penelope.blogspot.com/2006/10/venezia-preludio.html' title='Venezia (preludio)'/><author><name>écrivainne</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09735494339574174756</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='30' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_fSL2AlOtwKQ/SvWPxdz6gWI/AAAAAAAAACA/wqw9GLq0zYk/S220/MyPicture.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-31008560.post-115934423660841233</id><published>2006-09-27T10:03:00.000+02:00</published><updated>2006-09-27T10:03:56.626+02:00</updated><title type='text'>Romanticismo</title><content type='html'>Parto con l'idea&lt;br /&gt;di dedicarti una poesia.&lt;br /&gt;Parole e pensieri che &lt;br /&gt;disordinati stuzzicano&lt;br /&gt;il mio volere.&lt;br /&gt;Dedicarti una poesia.&lt;br /&gt;Spiegare in qualche riga&lt;br /&gt;come una fonte nuova&lt;br /&gt;possa dar vita&lt;br /&gt;ad una babele di nulla.&lt;br /&gt;E' così. Semplice.&lt;br /&gt;Scorre il disordinato andare&lt;br /&gt;in un ordine maniacale.&lt;br /&gt;Che sembra riportarmi &lt;br /&gt;in mondi già vissuti&lt;br /&gt;di volontà mai perseguite&lt;br /&gt;e incompletezza dannata.&lt;br /&gt;Su cosa sia il Sia&lt;br /&gt;me lo dirai tu.&lt;br /&gt;Domani.&lt;br /&gt;Quando ti sveglierai&lt;br /&gt;accanto a me.&lt;br /&gt;                   (M)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/31008560-115934423660841233?l=la-tela-di-penelope.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://la-tela-di-penelope.blogspot.com/feeds/115934423660841233/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=31008560&amp;postID=115934423660841233&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31008560/posts/default/115934423660841233'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31008560/posts/default/115934423660841233'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://la-tela-di-penelope.blogspot.com/2006/09/romanticismo.html' title='Romanticismo'/><author><name>écrivainne</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09735494339574174756</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='30' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_fSL2AlOtwKQ/SvWPxdz6gWI/AAAAAAAAACA/wqw9GLq0zYk/S220/MyPicture.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-31008560.post-115885685027046013</id><published>2006-09-21T18:40:00.000+02:00</published><updated>2006-09-21T18:40:50.366+02:00</updated><title type='text'>Bottoni</title><content type='html'>Ho immaginato una stanza piena di bottoni. Bottoni dappertutto, sulle pareti, sul soffitto, sul pavimento. Bottoni che ricoprono i mobili, i divani, le tende, i tappeti. Bottoni di tutti i colori, di ogni misura, piccoli, grandi, medi, colorati, di madreperla, quadrati, rotondi, a forma di casa, di cane o di farfalla, piatti, concavi e convessi, brillanti ed opachi, disegnati, a righe, a pois, a fiori, imbottiti e lucidi, cuciti ed incollati. Bottoni a ricoprire ogni cosa, come a volerla fermare, come a volerla allacciare. Bottoni. Solo il nome può riempire una stanza, con tutte quelle "o" e "t" e con quella grande, sboccata "B". Bottoni. La bocca forma un fiore e la lingua percorre palato e denti, come se rimanesse prigioniera di quella parola. Bottoni.&lt;br /&gt;E poi lì, seduto su un divano di bottoni, ci ho immaginato te. &lt;br /&gt;E tutto il resto è svanito.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/31008560-115885685027046013?l=la-tela-di-penelope.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://la-tela-di-penelope.blogspot.com/feeds/115885685027046013/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=31008560&amp;postID=115885685027046013&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31008560/posts/default/115885685027046013'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31008560/posts/default/115885685027046013'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://la-tela-di-penelope.blogspot.com/2006/09/bottoni.html' title='Bottoni'/><author><name>écrivainne</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09735494339574174756</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='30' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_fSL2AlOtwKQ/SvWPxdz6gWI/AAAAAAAAACA/wqw9GLq0zYk/S220/MyPicture.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-31008560.post-115822402528532755</id><published>2006-09-14T10:53:00.000+02:00</published><updated>2006-09-14T10:53:45.346+02:00</updated><title type='text'>Vento e Polvere. (vecchio racconto recuperato dall'anno 2003)</title><content type='html'>Polvere e vento. Vento e polvere. In un paesaggio desertico ed ostile, turbini di sabbia gialla s’infrangono sulle facciate delle case, e stiamo parlando di sabbia che vede la pioggia solo un paio di volte l’anno, sempre che quest’ultima non si dimentichi l’appuntamento. Il sole cade a picco sulla superficie d’oro del deserto, dando vita a cerchi concentrici sempre più luminosi, man mano si avvicina l’ora più calda della giornata.&lt;br /&gt;Lud Van Nistelrooy con un foulard al collo e il cappello calato sugli occhi, si avvicina alla vecchia fontana accanto alla locanda di Mary, per rinfrescare il cavallo. Poi, lo lega al palo di fianco, prende il cappello, si asciuga il sudore che gli scende lungo le tempie e si ferma dinanzi alla locanda.&lt;br /&gt;“Aspettami Vecchio mio” dice rivolgendosi al paziente destriero ”do un’occhiata a quei brutti ceffi là dentro e torno. Intanto tu bevi quanto vuoi, offre la casa!”. Ghigna. Se la ride di gusto.&lt;br /&gt;L’olandese alza lo sguardo sulla veranda e si trova dinanzi le vecchie gemelle Choen, duplicato perfetto. Il vento non ha scolpito quelle due colonne d’Ercole.&lt;br /&gt;Wanda Choen lo blocca sul primo gradino aggredendolo:&lt;br /&gt;“Che cazzo sei tornato a fare Van Nistelrooy?”&lt;br /&gt;“A quanto pare, invecchiando non avete perso il senso dell’umorismo” dice Lud.&lt;br /&gt;“Non fare lo spiritoso, non troverai niente di buono qui” gli risponde Wanda.&lt;br /&gt;Lud non si fa scappare la cicatrice sull’occhio della gemella numero uno, Lucy. Sale tre scalini, sorride, le si mette a fianco e prima di aprir bocca si trova attaccato al muro con le palle strizzate nella mano destra della gemella numero due Choen, Wanda.&lt;br /&gt;“Non ci provare sparviero o te le riduco alle dimensioni di un fagiolo!” gli dice.&lt;br /&gt;“Va bene, va bene, credevo che il tempo avesse cancellato tutte le ferite, ma a quanto pare mi sbagliavo”. Per il momento meglio tenersele buone quelle due, gli sarebbero tornate utili. &lt;br /&gt;Lud si ricompone, si riaggiusta la camicia, sputa per terra e guarda l’ora sul campanile della chiesa.&lt;br /&gt;Sono le due e mezza a Bladeville, ma non possiamo esserne certi, ed è estate da un pezzo, anche se per dirla tutta qui non ci sono stagioni, né solstizi. Le sorelle gemelle se ne tornano a casa prendendosi sotto braccio, come per sostenersi dal vento e dalla polvere. Anni prima Lucy, era stata sfregiata in viso da uno straniero, suo amante abituale. Lei gli concedeva tutto, anche il dolore. Sanguinò così tanto che dovettero portarla in città per chiuderle la ferita, mentre il suo amico cowboy se la svignava in groppa al Vecchio destriero.&lt;br /&gt;Nel frattempo il vento continua incessante la sua corsa, sembra voglia sospingere l’intero paese ai confini del mondo. Dal retro del locale fa capolino un omone di grossa statura con la testa così piccola che sembra aver litigato per sempre con il resto del corpo. Sorride avvicinandosi a Van Nistelrooy.&lt;br /&gt;“Quelle due se la sono proprio legata al dito, basta che sbagli una volta e sei già fregato!” dice.&lt;br /&gt;“Big Johnny! Quanto tempo, cazzo! Come stai?”. Lud è contento di rivederlo. Quell’uomo gli ha salvato la vita parecchie volte in passato.&lt;br /&gt;“Io bene, in quanto a te non so se me ne starei qui ancora per molto. C’è parecchia gente che ti vuol vedere con una pallottola in testa, Lud” lo avverte Big Johnny.&lt;br /&gt;“Che ci provino! Sono tornato apposta! E lo sceriffo come sta?”&lt;br /&gt;“Cornuto, come vuoi che stia?”&lt;br /&gt;“Sono permalosi da queste parti“ risponde Lud sghignazzando.&lt;br /&gt;“Vendicativi piuttosto”. Lo sguardo di quell’omone non è mai stato così serio. Van Nistelrooy si tocca la pistola . Come sempre è al suo posto. L’altra la tiene nascosta dove non batte mai il sole e pochi sanno dov’è. Forse Mary, la moglie dello sceriffo, l’ ha vista ancora in uno dei loro momenti d’intimità. Ma non ditelo a lui, è una cosa che lo fa incazzare. Big Johnny se ne va, sale sul suo cavallo e lo saluta dicendogli che ora si è trasferito in città e che lo aspetta un giorno di questi. Caffè di prima qualità, dice. E niente polvere.&lt;br /&gt;Lud pensa che ci andrà prima o poi. Salutando Jhonny con un cenno del capo, entra nella locanda. La porta si apre e cigola dietro di lui. All’interno c’è un pianoforte, un pianista, una bella signora e quattro ubriaconi malati di gioco, che da soli riempiono di fumo tutto il locale. Non si sente nessuna musica perché il pianista è morto e a guardarlo bene deve essere lì da un pezzo. L’olandese cammina a passi lenti con il cappello calato, si siede al bancone e ordina da bere. Fuori soffia ininterrotto il vento. &lt;br /&gt;Da lontano, verso ovest, si sente un motivo fischiettato, che accompagna il naturale turbinare della polvere, mentre si solleva da terra portando con sé fili d’erba. O quel poco che ne rimane. L’uomo che fischietta si chiama Lemon e a lui non gliene importa un fico secco di nessuno, nemmeno di sua madre. Avanza verso Bladeville, perché gli hanno detto che lì non ci sono le stagioni e forse, delle volte si ferma anche il tempo, e a lui non gliene frega un cazzo né delle stagioni né del tempo. Ha un affare in sospeso da sistemare.&lt;br /&gt;Ad un tratto si ferma, smette di fischiare e decide di avere sonno, perciò, si addormenta. &lt;br /&gt;All’interno della locanda, Mary labbra di fuoco in sceriffo di Bladeville, si avvicina allo straniero.&lt;br /&gt;“Buongiorno Van Nistelrooy, qual buon vento ti porta?”&lt;br /&gt;“Vento dell’est, donna”&lt;br /&gt;“Non credo che tu abbia scelto il posto giusto per fermarti a riposare cowboy. In ogni modo non farti riguardo se dovessi aver bisogno di un bel bagno...io, come tu sai, sono sempre disponibile”. Mary, gli posa una mano sul braccio e gli strizza l’occhio passandosi la lingua sulle labbra. Ha due gran belle tette, pensa Lud.&lt;br /&gt;“E’ per questo che mi sono fermato proprio qui Mary” le risponde “per vedere se qualcuno ha conservato un buon ricordo di me e delle mie pistole”.&lt;br /&gt;Da dietro il bancone brilla una stella a cinque punte, ma per il momento aspetta.&lt;br /&gt;Al tavolo stanno seduti in quattro e continuano a barare. In realtà non giocano, fanno solo finta. Si fanno chiamare Starr, Lennon, Harrison e McCartney.&lt;br /&gt;A volte si fatica a distinguerli, se non fosse per gli occhiali di Lennon sembrerebbero tutti uguali, con quel casco di banane in testa. Sono gli unici a Bladeville che riescono a tenere i capelli a posto.&lt;br /&gt;Fuori il vento si placa un po’. Ora sembra tutto più tranquillo.&lt;br /&gt;Le gemelle Choen si sono armate fino ai denti e con precisione prendono posto sul portico di fronte alla locanda. Lucy, la numero uno, mira giustamente alle palle; Wanda, la numero due, punta alle gambe. Non lo vogliono morto subito. Prima, quel bastardo, deve sanguinare. E soffrire il più possibile.&lt;br /&gt;A destra di casa Choen, verso est, un ragazzo a torso nudo, Carpe Diem, coperto dalla vita in giù da pelli di animale, cammina socchiudendo gli occhi, con i lunghi capelli neri che si attorcigliano in vortici scomposti. In mano ha un arco e una sola freccia. L’aquila gli ha riferito che è arrivato il suo momento.&lt;br /&gt;A cinquanta passi dalla locanda si ferma e di siede con le gambe incrociate. Aspetta, perché sa che verrà il suo turno.&lt;br /&gt;Nella locanda, Mary serve del whisky a Lud e asciugando un bicchiere gli sorride. Lo chiamano strizzabudella e credetemi, un motivo c’è.&lt;br /&gt;L’olandese lo annusa e lo riappoggia sul bancone.&lt;br /&gt;“Credevi davvero che fossi così cretino bellezza?” dice Lud.&lt;br /&gt;“No, ma io ci ho provato” gli risponde lei.&lt;br /&gt;Van Nistelrooy la guarda. C’è una strana luce nei suoi occhi.&lt;br /&gt;“Sai cosa mi aspetta?”le chiede.&lt;br /&gt;“La morte?”&lt;br /&gt;“No, il mio cavallo, il Vecchio”&lt;br /&gt;L’olandese si gira e si trova a faccia a faccia con cinque punte, il cornuto della situazione che gli sta puntando una pistola alla testa e una allo stomaco.&lt;br /&gt;“Buongiorno sceriffo, qual buon vento?” &lt;br /&gt;“Vento del nord cowboy”. &lt;br /&gt;Lud sa che con lui non si può scherzare, perciò tenta una qualsiasi via di fuga:&lt;br /&gt;“Non potremmo risolvere la questione da uomini, ad armi pari?” gli dice.&lt;br /&gt;“Da uomo a pezzo di merda vorrai dire”&lt;br /&gt;“Come vuole lei” risponde Van Nistelrooy.&lt;br /&gt;Lo sceriffo lo sospinge all’esterno, tenendogli puntate addosso le pistole.&lt;br /&gt;Il vento si placa, ma in lontananza i suoi urli continuano ad imperare, lasciando una scia di polvere bionda a ricoprire il tutto. I quattro bari si alzano e tengono aperta la porta per far passare lo sceriffo e il vecchio nemico. Mary va avanti ad asciugare bicchieri.&lt;br /&gt;Il vento si rialza e comincia a sollevare alti turbini dorati. Lo sceriffo si ghermisce gli occhi e Lud abbassa la tesa del cappello sul naso.   &lt;br /&gt;I due si ritrovano sulla veranda a pochi passi l’uno dall’altro, l’orologio della chiesa suona le tre e la porta della locanda rimane aperta.&lt;br /&gt;Lucy Choen spara per prima. Il proiettile del suo fucile percorre in linea retta la via che lo porta alla testa di Mary, così impara a rubarle l’amante, quella puttana. Mary finisce a terra con ancora in mano lo straccio e il bicchiere. Un vero schianto quella donna, fino all’ultimo dei suoi movimenti. Il secondo proiettile parte per istinto dalla pistola dello sceriffo e penetra dolcemente nell’occhio buono di Lucy, che si accascia ormai cieca, sferrando l’ultimo colpo in canna verso Lemon, il cowboy venuto dall’ovest per uccidere il suo amato Lud. Alla morte improvvisa di Lemon, il più alto dei quattro bari, lancia un urlo verso il cielo e comincia a sparare all’impazzata sprecando tutti i suoi proiettili contro un ipotetico Dio, e beccandosi un tiro in fronte da Wanda Choen, che se l’era fatta addosso dalla paura di essere presa ed era incazzata come una iena per la perdita della sorella. &lt;br /&gt;“Maledetto beone. Che cazzo si spara in quel modo?” dice a voce bassa.&lt;br /&gt;Il vento continua a soffiare in mezzo a quel macello. Si sente la porta della locanda chiudersi e i tre bari rimanenti allinearsi accanto al corpo dell’amico, mentre una lunga freccia avvelenata li infilza come tre spiedini in fila indiana. Cadono ensamble. Uno, due, tre. Carpe Diem sale sul suo cavallo e si allontana al trotto pregando l’aquila di accontentarsi di tre corpi anziché quattro. L’anima di suo padre è stata comunque vendicata. Approfittando dell’assenza di sguardi, Lud Van Nistelrooy cerca di defilarsi, ma viene raggiunto da due pallottole, una alla testa e l’altra allo stomaco. Drammaticamente si accascia a terra.&lt;br /&gt;Wanda Choen e lo sceriffo si guardano a lungo, entrambi con in mano la loro arma a doppio taglio, pieni di rabbia e di risentimento. &lt;br /&gt;“Toccava a me ucciderlo sceriffo!” urla la gemella numero due Choen.&lt;br /&gt;“Non erano questi i patti!” le risponde lo sceriffo.&lt;br /&gt;“Non c’era nessun patto sceriffo!” &lt;br /&gt;“Appunto!”. &lt;br /&gt;Due proiettili di diverso calibro s’incontrano esattamente a mezza via, si presentano e si lasciano con la promessa di rivedersi ancora, ignari del fatto che finiranno entrambi conficcati in costole umane per non ritrovarsi mai più.&lt;br /&gt;Alle tre e dieci, a Bladeville, dieci corpi spirano esalando un ultimo grande respiro, che accompagna il vento verso cittadine abitate, perché qui, non gli si può dare torto, è diventato un mortorio.&lt;br /&gt;All’interno della locanda il pianista si alza, si accende una sigaretta e comincia a suonare.  &lt;br /&gt;Musica.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/31008560-115822402528532755?l=la-tela-di-penelope.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://la-tela-di-penelope.blogspot.com/feeds/115822402528532755/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=31008560&amp;postID=115822402528532755&amp;isPopup=true' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31008560/posts/default/115822402528532755'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31008560/posts/default/115822402528532755'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://la-tela-di-penelope.blogspot.com/2006/09/vento-e-polvere-vecchio-racconto.html' title='Vento e Polvere. (vecchio racconto recuperato dall&apos;anno 2003)'/><author><name>écrivainne</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09735494339574174756</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='30' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_fSL2AlOtwKQ/SvWPxdz6gWI/AAAAAAAAACA/wqw9GLq0zYk/S220/MyPicture.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-31008560.post-115813605521706707</id><published>2006-09-13T10:27:00.000+02:00</published><updated>2006-09-13T10:27:35.836+02:00</updated><title type='text'>Maurizio Pollini</title><content type='html'>Pollini non è un pianista. In effetti è un chirurgo. Lui la musica sul pianoforte la esegue alla perfezione, non uno sbaglio, non un inflessione, non una scivolata di cattivo gusto nella propria passionalità.&lt;br /&gt;Le note ne escono pulite, asciugate, splendenti. Una dopo l’altra ti sfilano davanti che le potresti vedere. Le senti tutte, le chiami per nome. &lt;br /&gt;Ma hanno bisogno di tempo. Come una bella donna insicura, hanno la necessità di essere ascoltate, ammirate, godute solo con voglia e con pazienza.&lt;br /&gt;Così stamattina mi sono svegliata ed ero pronta. Ho acceso lo stereo ed ho alzato il volume. E quello che ho sentito era perfetto. Un taglio preciso, un colpo secco, un triangolo equilatero.&lt;br /&gt;Pollini, stamattina, citando Chopin, mi ha violentata. &lt;br /&gt;Ma senza farmi male.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/31008560-115813605521706707?l=la-tela-di-penelope.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://la-tela-di-penelope.blogspot.com/feeds/115813605521706707/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=31008560&amp;postID=115813605521706707&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31008560/posts/default/115813605521706707'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31008560/posts/default/115813605521706707'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://la-tela-di-penelope.blogspot.com/2006/09/maurizio-pollini.html' title='Maurizio Pollini'/><author><name>écrivainne</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09735494339574174756</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='30' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_fSL2AlOtwKQ/SvWPxdz6gWI/AAAAAAAAACA/wqw9GLq0zYk/S220/MyPicture.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-31008560.post-115767653542538895</id><published>2006-09-08T02:48:00.000+02:00</published><updated>2006-09-08T02:48:56.170+02:00</updated><title type='text'>Luce notturna</title><content type='html'>Sa sedurre la parola, più della carne.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/31008560-115767653542538895?l=la-tela-di-penelope.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://la-tela-di-penelope.blogspot.com/feeds/115767653542538895/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=31008560&amp;postID=115767653542538895&amp;isPopup=true' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31008560/posts/default/115767653542538895'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31008560/posts/default/115767653542538895'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://la-tela-di-penelope.blogspot.com/2006/09/luce-notturna.html' title='Luce notturna'/><author><name>écrivainne</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09735494339574174756</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='30' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_fSL2AlOtwKQ/SvWPxdz6gWI/AAAAAAAAACA/wqw9GLq0zYk/S220/MyPicture.jpg'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-31008560.post-115765011237447580</id><published>2006-09-07T19:28:00.000+02:00</published><updated>2006-09-07T19:28:32.376+02:00</updated><title type='text'>En passant</title><content type='html'>Oggi ho ripensato a quel giorno in cui mi chiedesti qual'era la cosa di cui avevo più paura. La mia risposta, allora, fu sconclusionata e confusa. Non ne ero consapevole. Ma ora lo so. &lt;br /&gt;Ho paura del tempo. Perchè il tempo non lo posso fermare.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/31008560-115765011237447580?l=la-tela-di-penelope.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://la-tela-di-penelope.blogspot.com/feeds/115765011237447580/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=31008560&amp;postID=115765011237447580&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31008560/posts/default/115765011237447580'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31008560/posts/default/115765011237447580'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://la-tela-di-penelope.blogspot.com/2006/09/en-passant.html' title='En passant'/><author><name>écrivainne</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09735494339574174756</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='30' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_fSL2AlOtwKQ/SvWPxdz6gWI/AAAAAAAAACA/wqw9GLq0zYk/S220/MyPicture.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-31008560.post-115764973843015488</id><published>2006-09-07T19:22:00.000+02:00</published><updated>2006-09-07T19:22:18.476+02:00</updated><title type='text'>Aforisma</title><content type='html'>Le cose imprevedibili sono spesso quelle che, ad un primo sguardo disattento, paiono le più prevedibili.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/31008560-115764973843015488?l=la-tela-di-penelope.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://la-tela-di-penelope.blogspot.com/feeds/115764973843015488/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=31008560&amp;postID=115764973843015488&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31008560/posts/default/115764973843015488'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31008560/posts/default/115764973843015488'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://la-tela-di-penelope.blogspot.com/2006/09/aforisma.html' title='Aforisma'/><author><name>écrivainne</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09735494339574174756</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='30' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_fSL2AlOtwKQ/SvWPxdz6gWI/AAAAAAAAACA/wqw9GLq0zYk/S220/MyPicture.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-31008560.post-115642442200942038</id><published>2006-08-24T15:00:00.000+02:00</published><updated>2006-08-24T15:00:22.046+02:00</updated><title type='text'>Discorsoindiretto</title><content type='html'>"Ancora un romanzo?"&lt;br /&gt;"Sì"&lt;br /&gt;"Con tutti i libri che ci sono, dico io...Fantasy, storici, gialli, noir...e tu ti ostini a leggere sempre e solo romanzi. Io no ti capisco"&lt;br /&gt;"..."&lt;br /&gt;"Perchè ti piacciono tanto i romanzi?"&lt;br /&gt;"Perchè tutto è invenzione e niente lo è"&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/31008560-115642442200942038?l=la-tela-di-penelope.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://la-tela-di-penelope.blogspot.com/feeds/115642442200942038/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=31008560&amp;postID=115642442200942038&amp;isPopup=true' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31008560/posts/default/115642442200942038'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31008560/posts/default/115642442200942038'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://la-tela-di-penelope.blogspot.com/2006/08/discorsoindiretto.html' title='Discorsoindiretto'/><author><name>écrivainne</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09735494339574174756</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='30' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_fSL2AlOtwKQ/SvWPxdz6gWI/AAAAAAAAACA/wqw9GLq0zYk/S220/MyPicture.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-31008560.post-115608996208365842</id><published>2006-08-20T18:06:00.000+02:00</published><updated>2006-08-20T18:06:04.250+02:00</updated><title type='text'>aforisma</title><content type='html'>Certe cose restano insolubili...ma non inevitabili.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/31008560-115608996208365842?l=la-tela-di-penelope.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://la-tela-di-penelope.blogspot.com/feeds/115608996208365842/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=31008560&amp;postID=115608996208365842&amp;isPopup=true' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31008560/posts/default/115608996208365842'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31008560/posts/default/115608996208365842'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://la-tela-di-penelope.blogspot.com/2006/08/aforisma.html' title='aforisma'/><author><name>écrivainne</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09735494339574174756</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='30' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_fSL2AlOtwKQ/SvWPxdz6gWI/AAAAAAAAACA/wqw9GLq0zYk/S220/MyPicture.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-31008560.post-115522704003753861</id><published>2006-08-10T18:24:00.000+02:00</published><updated>2006-08-10T18:24:02.543+02:00</updated><title type='text'>Architetti Interdetti</title><content type='html'>Ebbene sì. Ci sarò passata centinaia di volte per quella strada. Con ogni mezzo possibile. E vi giuro, non l’avevo vista mai. Così, l’altro giorno, mentre pedalavo zigzagando con la mia vecchia Delorian per il paese, mi scappa l’occhio verso la mia sinistra, al di là della strada, una casuale curva orbitale e ci rimango secca. Freno e spalanco la bocca. Mi è venuto quasi da ridere quando l’ho vista, giuro. E dopo la parabola i miei occhi le sono rimasti appiccicati che facevo fatica a staccarceli. Non che fosse bella, questo no. Diciamo che ha del fascino, ecco.&lt;br /&gt;Per darvi una spiegazione semplice e razionale prima di svelarvi il mistero, quella casa in mezzo al paese faceva lo stesso effetto che secondo me fa la Tour Eiffel nel centro di Parigi. Sembra che ce l’abbia messa lì un Dio o che ne so, e che poi se la sia dimenticata. Magari prima di entrare in bagno l’ha appoggiata un attimo con la promessa di ricordarsi di portarsela via una volta uscito, e poi, invece gli è passato di mente. Così eccola lì, da anni, la Tour.&lt;br /&gt;Stessa cosa questa casa che ho visto. Doveva essersi nascosta da tempo immemore dietro ad un foltìo di alberi, quella furbacchiona. Strano esperimento di mutagenesi, non c’è che dire. Non c’era un solo pezzo fuori posto. Se siete stati a Gardaland, nella casa di Merlino, forse potete anche riuscire a farvi un’idea. Certo, vederla è un’altra cosa.&lt;br /&gt;Dunque immaginatevi un prato come tanti, una provincia come le altre e in centro, quello strambo giocattolo atemporale. Io, appostandomi al cancello di metallo fumè, mi aspettavo quasi di vederci uscire Harry Potter, dal portone principale. Da un momento all’altro. Mura bianche e irregolari, il tetto come quello di certe case della campagna londinese, nero e piatto nella parte più alta, una grande torre ad un angolo, con soffitto a punta e bandierina, una torre con tutte le caratteristiche distintive di una torre: finiture dentate, spioncini dall’alto e in più un grosso scivolo spiroidale che l’attraversava in tutta la sua altezza. Grande, molto grande. Un pò kitsch se vogliamo, ma degna di nota. Riuscita nel suo intento, diciamo.&lt;br /&gt;A me piace immaginare, che l’architetto che la progettò, avesse deciso sin dal primo disegno, anche la sua  spettacolare entrata in scena. Tenetela nascosta per anni, e poi un giorno, quando la gente sarà pronta, solo allora, sarà qui che gli si fermerà lo sguardo. Che dire? Ci è riuscito.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/31008560-115522704003753861?l=la-tela-di-penelope.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://la-tela-di-penelope.blogspot.com/feeds/115522704003753861/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=31008560&amp;postID=115522704003753861&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31008560/posts/default/115522704003753861'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31008560/posts/default/115522704003753861'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://la-tela-di-penelope.blogspot.com/2006/08/architetti-interdetti.html' title='Architetti Interdetti'/><author><name>écrivainne</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09735494339574174756</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='30' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_fSL2AlOtwKQ/SvWPxdz6gWI/AAAAAAAAACA/wqw9GLq0zYk/S220/MyPicture.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-31008560.post-115496280392377639</id><published>2006-08-07T17:00:00.000+02:00</published><updated>2006-08-07T17:00:03.953+02:00</updated><title type='text'>Un pezzo d'umanità</title><content type='html'>Oggi visita medica. Un quarto alle tre. Ma sono arrivata mezz’ora prima perché trovo che stare seduta nei luoghi pubblici sia incredibilmente divertente. Si potrebbe definire il luogo pubblico, come una musa. Un ricco corollario di gente. Ce n’è da scrivere ad averne voglia.&lt;br /&gt;Perciò non mi sono portata nulla da leggere, né da pensare. Negli ultimi tempi mi sono data a questo particolare hobby. I romanzi scritti da altri non mi bastano più. L’umanità è in fondo la più grande operazione racconto che ci sia. Basta guardare con attenzione e cercare di non farsi sfuggire niente.  Perciò mi sono solo seduta ad osservare, attendendo con pazienza il mio turno. In realtà non che ci fosse molto su cui appoggiare gli occhi, a parte qualche pittoresca coppia di mezz’età, impegnata a distrarre il pubblico dalle rughe sul viso con appariscenti magliette di lustrini e occhiali alla Top Gun. Mi stavo quasi stancando quando il mio sguardo è caduto poco più in là, a metà del corridoio. Una scena su cui riflettere: in questo lunga corsia di bianco vestita, miseramente ricoperta con deludenti stampe riproduttive, stava nel mezzo, proprio in centro come a prendersi cura di tutto l’androne, una piccola scrivania di legno e formica dietro cui facevano capolino due donne di circa quarant’anni, ben pettinate e truccate. Sembrava fossero in vetrina. Due suggestive signorine buonasera. Mezzobusto e nulla più. A me hanno fatto venire in mente una delle rare bambole che avevo da bambina: viso, capelli e seno. Niente mani. Una di quelle bambole da pettinare e truccare. Senza mani. Fortunatamente quelle due, le mani le avevano in bella vista e spesso con fare ammiccante tra i capelli. E fin qui nulla su cui riflettere. Due segretarie in un'unica scrivania. Strano. Ma vero.&lt;br /&gt;Ora, mentre le osservavo con la coda dell’occhio, da una delle tante porte del corridoio esce un uomo: quarant’anni, brizzolato, fisico allenato, abbigliamento casual sotto il camice aperto. In viso non lo vedo subito. Se ne va in fondo al corridoio passando di fronte alle due donne. Loro sorridono, ammiccanti. Si toccano i capelli. “Buongiorno dottore” gli dicono sbattendo le palpebre.&lt;br /&gt;“Buongiorno” risponde lui, con cortesia senza smettere di avanzare verso il fondo della corsia. È allora che si volta e mi mostra il viso: abbronzato, sorriso curato, un bell’uomo. Nulla di straordinario, volendo anche uno scarso carisma, ma…niente da dire. Un bell’uomo. Così, lui si gira e fa due o tre passi all’indietro, quasi fosse un ballerino e non un dottore. Una giravolta per essere meglio adulato. D’altronde, come dargli torto? A chi non piace essere ammirati? E quelle due! Ah! Quelle se lo mangiavano con gli occhi, abbassando lo sguardo e muovendo le spalle come due gatte. “Non va in ferie quest’anno dottore?” gli chiede una delle due. “Fra una settimana!” le risponde lui ritornando sui suoi passi senza dimenticare di mostrargli i denti bianchi. Tutti miei, sembra voler dire.&lt;br /&gt;Le due donne lo guardano andarsene sospirando. Non si lasciano scappare nemmeno un attimo della sua presenza. Si voltano dalla parte opposta all’unisono, solo quando il medico ha ormai chiuso la porta del suo ambulatorio. E sospirano, di nuovo. Non si dicono niente. Nemmeno si guardano. Stanno lì, struggendosi di voglie insoddisfatte. Il fascino della divisa mi dico.&lt;br /&gt;Poi quelle due si alzano, insieme, svelando l’altro lato del mezzobusto. Camminano vicine, danno un’occhiata aldilà della finestra. Infine tornano meste al loro posto. &lt;br /&gt;Io sorrido. Non le avevo mai viste dal vivo due gemelle siamesi.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/31008560-115496280392377639?l=la-tela-di-penelope.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://la-tela-di-penelope.blogspot.com/feeds/115496280392377639/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=31008560&amp;postID=115496280392377639&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31008560/posts/default/115496280392377639'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31008560/posts/default/115496280392377639'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://la-tela-di-penelope.blogspot.com/2006/08/un-pezzo-dumanit.html' title='Un pezzo d&apos;umanità'/><author><name>écrivainne</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09735494339574174756</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='30' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_fSL2AlOtwKQ/SvWPxdz6gWI/AAAAAAAAACA/wqw9GLq0zYk/S220/MyPicture.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-31008560.post-115279729424759031</id><published>2006-07-13T15:28:00.000+02:00</published><updated>2006-07-13T15:28:14.250+02:00</updated><title type='text'>Ask the Dust</title><content type='html'>Ieri sera cinema. Serata estiva al parco. Immersa in una docile incavatura nel terreno mi si presenta dinanzi una cupola di legno corredata di schermo. Sedie di plastica, classico temporale fantozziano in arrivo e occhiatacce furiose a chi tentava di sedersi nella sedia di fronte alla mia. A furia di sguardi maligni mi sono ritrovata in prima fila. Il film era “Chiedi alla Polvere” con Colin Farrell e Salma Hayek. “Ask the dust” in origine, romanzo capolavoro di Jhon Fante. Comincia il film e sono piena di buone speranze, a parte la bella faccia e le spalle muscolose di Colin Farrell, che poco c’entrano con l’immagine che mi ero personalmente fatta di Arturo Bandini. Forse Fante avrebbe gradito. Non so. Guardo lo svolgersi della vicenda con scetticismo in aumento. Intanto tutto attorno gente che passeggia con i figli piccoli al seguito, le mani imbrattate di terra e di gelato, qualcuno che allena i glutei correndo, coppie che amoreggiano distese sull’erba, risate in lontananza, un cane che abbaia ad un altro cane, una vecchietta col cappello seduta su una panchina. Ed in mezzo noi, spettatori di un film sulla California, sullo scrivere e sugli amori non corrisposti. &lt;br /&gt;Alla fine mi dico che avrei fatto meglio a sedermi di fianco a quella vecchietta ad osservare il via vai delle persone nel parco. Sarebbe stato più interessante e non avrei dovuto immaginarmi Jhon Fante, incazzato come una bestia, camminare su e in giù per i corridoi dell’altro mondo. &lt;br /&gt;Che dire? Ti capisco Jhon. Chi non se la sarebbe presa? Ti conviene fartene una ragione.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/31008560-115279729424759031?l=la-tela-di-penelope.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://la-tela-di-penelope.blogspot.com/feeds/115279729424759031/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=31008560&amp;postID=115279729424759031&amp;isPopup=true' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31008560/posts/default/115279729424759031'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31008560/posts/default/115279729424759031'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://la-tela-di-penelope.blogspot.com/2006/07/ask-dust.html' title='Ask the Dust'/><author><name>écrivainne</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09735494339574174756</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='30' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_fSL2AlOtwKQ/SvWPxdz6gWI/AAAAAAAAACA/wqw9GLq0zYk/S220/MyPicture.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-31008560.post-115279708329524468</id><published>2006-07-13T15:24:00.000+02:00</published><updated>2006-07-13T15:24:43.296+02:00</updated><title type='text'>Lato B</title><content type='html'>Ho finito questo romanzo. Ieri pomeriggio. Si intitola “Lato B” di Gabriele Gobitti.Vi dirò signori della giuria, mi è anche piaciuto. Non lo avrei mai detto. Esordiente sconosciuto, poche pagine, percorso di formazione. Solita partenza. Eppure mi ha lasciata di stucco. Inebetita come una paletta da spiaggia ficcata nella sabbia.&lt;br /&gt;Allora ho pensato: cosa fa di un libro un buon libro?&lt;br /&gt;E sono giunta ad una conclusione: penso che un buon libro possa dirsi tale solo se abbia la strana capacità di lasciarti quell’agrodolce sensazione di chiusura, una volta arrivati in fondo. Solo se quando lo si chiude vorresti conoscere almeno uno dei personaggi, prendere in mano il telefono e farci due chiacchiere. Così, parlare del più e del meno. Raccontargli qualcosa di te.&lt;br /&gt;Facile che poi ti manchino persino un po’.&lt;br /&gt;Beh…lui, Gabriele, ci è riuscito. Non è da tutti.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/31008560-115279708329524468?l=la-tela-di-penelope.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://la-tela-di-penelope.blogspot.com/feeds/115279708329524468/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=31008560&amp;postID=115279708329524468&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31008560/posts/default/115279708329524468'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31008560/posts/default/115279708329524468'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://la-tela-di-penelope.blogspot.com/2006/07/lato-b.html' title='Lato B'/><author><name>écrivainne</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09735494339574174756</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='30' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_fSL2AlOtwKQ/SvWPxdz6gWI/AAAAAAAAACA/wqw9GLq0zYk/S220/MyPicture.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-31008560.post-115269080268678294</id><published>2006-07-12T09:48:00.000+02:00</published><updated>2006-07-12T09:53:22.693+02:00</updated><title type='text'>quando comincia l'avventura?</title><content type='html'>Oggi 12 Luglio 2006 è stato fatto il primo passo verso la realizzazione di un progetto che ha come scopo quello di coinvolgere semplici lettori, navigatori occasionali, appassionati di narrativa, feticisti del blog, anarchici del pensiero, creatori immoderati e romantici illuminati. &lt;br /&gt;Perchè? &lt;br /&gt;Semplice: condividere l'animo creativo con coloro i quali hanno voglia di assaggiarne l'essenza. Poco per volta. Intensamente, appassionatamente.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/31008560-115269080268678294?l=la-tela-di-penelope.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://la-tela-di-penelope.blogspot.com/feeds/115269080268678294/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=31008560&amp;postID=115269080268678294&amp;isPopup=true' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31008560/posts/default/115269080268678294'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31008560/posts/default/115269080268678294'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://la-tela-di-penelope.blogspot.com/2006/07/quando-comincia-lavventura.html' title='quando comincia l&apos;avventura?'/><author><name>écrivainne</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09735494339574174756</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='30' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_fSL2AlOtwKQ/SvWPxdz6gWI/AAAAAAAAACA/wqw9GLq0zYk/S220/MyPicture.jpg'/></author><thr:total>3</thr:total></entry></feed>
